Il 6 agosto è passato da Monte Sole il gruppo “In cammino per la pace e il disarmo”, che già diverse volte era venuto a trovarci negli anni, in una sorta di cammino permanente sui luoghi delle stragi nazifasciste in cui la presenza dei corpi e l’attività del camminare sono ricerca e promozione di pace.
Fra gli organizzatori conosciamo Lorenza e subito dopo Marco Frigerio, una di quelle persone con cui è facile parlare e che si distingue per gentilezza e spirito di collaborazione: molti del gruppo sono già stati a Monte Sole tante volte e Lorenza e Marco ci aiutano a capire come impostare la giornata.
Il gruppo è interessato a come portare avanti la memoria e come farla diventare strumento di pace e così iniziamo il cammino verso Casaglia, fra i racconti dell’esperienza del gruppo e dei cammini precedenti.
Marco è un ingegnere, ma esprime il lato che lui stesso definisce “umanistico” attraverso diversi progetti, che subito ci colpiscono e con cui sentiamo una certa affinità: le questioni di genere, la gestione dei conflitti, la giustizia trasformativa, la pace.
Basta poco per comprendere il valore di Marco e la grande energia spesa per gli altri e per un mondo più giusto: dopo un paio di km siamo già impegnati in un confronto su come si fa a rendere una persona responsabile di un torto e a restare in contatto con la sua umanità e su quali sono le vie per trasformare una situazione di violenza, a partire da quello che è successo a Monte Sole e alle persone sopravvissute.
Il giorno successivo al nostro incontro Marco ha avuto un infarto nel bosco e nonostante i tempestivi soccorsi, anche da parte di un infermiere del gruppo, se n’è andato, nello sconcerto di tutt* i compagni e le compagne di cammino.
Anche noi siamo rimasti turbati da questa perdita improvvisa, dopo un incontro così sincero e arricchente.
La Scuola di Pace saluta Marco con affetto e riconoscenza, perché è grazie a persone come lui che crediamo nel cambiamento e che ci sentiamo in buona compagnia nel nostro cammino per la pace.
Abbracciamo fortissimo Isabella, Martina e Federica.

