Camera con vista. Storie di mondi (s)conosciuti

L’ultima collaborazione tra Scuola di Pace e Radio Città Fujiko

Anno 2016/2017

Il 72° anniversario degli Eccidi di Monte Sole visto dall’altra parte dell’oceano.

Alle commemorazioni dell’11 settembre 2001, sotto le nuove torri e accanto ad un vecchio mondo.

Guantanamo e ordine degli psicologi statunitensi…?

Eppure ci sono più punti d’incontro di quanto possiate immaginare!

Mai stat* a piazza Tahrir? Se sì, ne avrete un’immagine nuova; se no, fatevela raccontare con l’intensità dei 20 anni e della rivoluzione!
Il podcast della prima puntata con Mariam Abou Gazhi.

Di speranza, o meno.
Di verità, o meno.
Di futuro, o meno.
Il podcast della seconda parte dell’intervista a Mariam Abou Gazhi

Così si conclude la newsletter del New York Times di oggi: “The polls are close enough that the possibility of a victory for Mr. Trump is still quite real. But it’s just not clear exactly how or where he would break through. It doesn’t seem that the Trump campaign knows either”.
Non ho motivo di dubitare che Trump ce la possa fare, ma io ho trovato solo elettori ed elettrici di Clinton…
Qui ce n’è una un po’ particolare!

“Ask me about #foodjustice”
E io così ho fatto. E’ realistico, sostenibile o etico un sistema in cui si viene pagati 10$ all’ora e un litro di latte “sano” costa 3$?
L’ordinaria storia di straordinaria iniquità dei lavoratori di Central Park.

Cosa unisce e cosa divide gli Stati Uniti d’America?
Da dove viene tutto questo smarrimento dopo le ultime elezioni presidenziali?
Può “La Bandiera” rappresentare qualcosa?
Benji De La Piedra ha provato a guardarci dentro per bene e…

“Sono in genere i politici quelli che diffondono discorsi d’incitamento all’odio, quelli che giustificano i crimini d’odio omofobi. Abbiamo quindi deciso di adottare questa strategia che va dal basso verso l’alto e non viceversa”.
Anche a Erevan, si lotta.
Grazie a Nvard Margaryan e a PINK Armenia

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto.
Fintanto che non rompe, non sporca e non dice parolacce…

C’è chi sta aspettando da 70 anni di partecipare ad un referendum.
Non uno qualsiasi, perchè casa è casa e non si può sostituire la casa.
Grazie a Javeed Ul-Aziz e alla sua capacità di dipingere il Kashmir con le parole.

“Non è possibile far competere un peso massimo contro un peso piuma. Questo è un assassinio. Penso che vogliano uccidere gli africani, la questione è molto semplice: gli europei vogliono uccidere gli africani con questo accordo EPA.”
Il racconto che Miraj Magai Maira ci ha fatto della sua Africa.

“Il “confronto pubblico” non è quindi importante di per sé, ma come lubrificante politico, utile a sbloccare l’Italia e garantire che i progetti si facciano, senza troppe rotture di scatole”.
Internazionale.it pubblica l’inchiesta sul Passante di Bologna condotta da Wolf Bukowski e Wu Ming e a Camera con vista abbiamo sentito il bisogno (e la bellezza) di parlarne con loro.

“Come possiamo definirci una nazione se non possiamo controllare chi è dei nostri?”
Ovvero, di come la land of freedom è diventata la land of borders.
Grazie a Lenni Benson per il suo sguardo oltre il muro.

Incastrati tra obblighi di ricordare, ci perdiamo spesso il dolore e la violenza del presente. Ma con un faticoso lavoro di memoria, forse possiamo dare valore agli esseri umani che ci circondano.
Grazie al prezioso lavoro di Marco Belpoliti e all’onestà intellettuale di Primo Levi, scrittore, filosofo politico, antropologo, etologo e chimico. Ah, e testimone.

Quando succede che il rifugio di chi fugge dalla guerra diventa pezzo di una mostra in uno dei più importanti musei d’arte al mondo, significa che il pensiero ha ceduto almeno un poco della sua umanità.
Grazie a Simon Kaneneka che mi ha dato l’opportunità di conoscere persone e vicende di cui, chissà perchè, nessuno parla.

Non vi accontentate delle copertine, ma entrate nel suono e nella consistenza di queste parole e magari avrete anche voi lo stesso regalo che abbiamo avuto noi.
Grazie a Tzvetan Todorov, a Enrica, Gianluca e ad Archivio Zeta per la poesia e la musica di questa settimana.

Siamo una azione trasformativa della realtà.
Siamo un lavoro di mediazione che non perde la radicalità.
Vogliamo una vera cultura dell’autodeterminazione.
Grazie a Elisa Coco, grazie a NON UNA DI MENO e a Non Una Di Meno Bologna.
Grazie e un bacio a Luki.

“Se non fosse stato per Xm24 noi non saremmo qui e Bologna sarebbe più povera.”
CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare, così come ha aiutato la città a riappropriarsi della sua relazione con la campagna, vuole aiutare la città a riappropriarsi del suo lato di autodeterminazione.

Luca Rastello, nel suo libro “I Buoni” ha scritto: “Abbiamo bisogno di convivere con il male, fingendo di combatterlo. Abbiamo bisogno di accettare un mondo inaccettabile che ci stritola, e abbiamo bisogno di abitarlo sotto anestesia … Ma abbiamo bisogno anche di fingere di combattere, e di amare la lotta.”
Tuttavia, cercando di mantenere una coscienza vigile, forse è possibile fare della seria auto-critica e del vero lavoro dal basso.

Grazie ad Andrea Tolomelli e a Cefa Onlus per aver avuto voglia di condividere un po’ di questa riflessione.

“Così adesso restiamo noi qui, pensando di essere soli
perchè il tempo è tanto lungo, come lo spazio”
Claudio Damiani, Cieli Celesti

Grazie a Lucia Polpatelli per aver accettato di condurmi per uno dei sentieri più perigliosi della vita.

“Estas son las reflexiones que en el primer aniversario de su infausto gobierno he querido hacer llegar a los miembros de esa Junta, sin esperanza de ser escuchado, con la certeza de ser perseguido, pero fiel al compromiso que asumí hace mucho tiempo de dar testimonio en momentos difíciles.”
Rodolfo Walsh. – C.I. 2845022 Buenos Aires, 24 marzo 1977.
Carta abierta a la Junta Militar

“Queste sono le riflessioni che nel primo anniversario del vostro nefasto governo ho voluto far arrivare ai membri di questa Giunta, senza aspettarmi di essere ascoltato e con la certezza di essere perseguitato ma rimanendo fedele alla promessa fatta molti anni fa di rendere la mia testimonianza nei momenti difficili.”
Rodolfo Walsh. – C.I. 2845022 Buenos Aires, 24 marzo 1977.
Lettera aperta alla giunta militare

“La dimensione del percorso varia nel tempo e nello spazio. Chiunque abbia vissuto movimenti di grande portata sa che sono puntuali e relativamente circoscritti, ma spesso decisivi sia dal punto di vista individuale che da quello sociale” M. Daveluy
Arrivederci Camera con Vista,
bentrovato Monte Sole.