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La Scuola di Pace nella tua biblioteca
Spesso l’idea di scrivere e di pubblicare è associata all’idea di fissare, stabilire. Da cui il celeberrimo scripta manent…
Per la Scuola di Pace, scrivere e pubblicare significa avere uno strumento in più per lanciare stimoli, aprire discussioni, favorire dibattiti.
Il nostro tempo è adesso e non possiamo perdere l’occasione per contribuire al mondo che desideriamo.
All’ombra di un mango. Dialogo su un’esperienza di educazione alla pace a Gorongosa, Mozambico
A partire da agosto 2016, con la realizzazione della prima formazione a cura della Scuola di Pace di Monte Sole, insieme al gruppo di insegnanti che costituisce il nucleo originale degli autori del libro, il campo di lavoro si è allargato, passando dal conflitto armato ai conflitti intesi come dimensione costitutiva delle relazioni umane che, se gestiti in modo non violento, possono contribuire ad evolvere e rafforzare le relazioni a livello intersoggettivo, così come a livello sociale e politico. È iniziato così un processo di dialogo e di lavoro sull’educazione per la costruzione di una cultura di pace, a partire dalla scuola – l’ambito in cui Helpcode interviene a Gorongosa e in Mozambico da trent’anni – processo che è continuato e si è ampliato a partire dal 2018 grazie al supporto dell’Unione Europea, con il progetto “Cultura e pace mano nella mano”. Il sostegno dell’Unione Europea ha permesso non solo di consolidare gli approcci e le metodologie di lavoro che sono presentati in questo volume, ma anche di costruire un modello di intervento multidimensionale che unisce l’educazione alla pace alle attività a supporto del settore che Helpcode realizza in modo continuativo a Gorongosa.
È possibile vedere anche un breve video che racconta il progetto.

Il Manuale per attivista antidiscriminazione è un progetto sostenuto e realizzato in collaborazione con la Città metropolitana di Bologna che nasce a seguito dalle osservazioni del territorio, e delle relativa considerazioni, da parte di alcune associazioni della Rete metropolitana Antidiscriminazione del territorio Bolognese.
L’obiettivo del Manuale è quello di ragionare sull’antidiscriminazione con i ragazzi e le ragazze in termini di attivismo, ovvero di cosa ognuno di noi può impegnarsi a fare concretamente nel proprio contesto di vita su questioni come la discriminazione, che si declina in forme molteplici di tipo sociale, istituzionale e culturale. Le discriminazioni si presentano infatti nella vita quotidiana e materiale di tutti sotto la forma di umiliazioni, processi di esclusione, isolamento, conflitti di cui siamo spesso agenti attivi in termini negativi, anche semplicemente decidendo “di non fare” o attraverso il “non dire”. Scopo del Manuale è quindi quello di imparare insieme a riconoscere le discriminazioni e ad agire – e quindi a fare e a dire – in modo efficace per prevenirle, contrastarle e denunciarle.

Questo toolkit è stato creato per insegnanti, attivisti/e, operatori/trici della memoria e per chiunque cerchi risorse per approcci educativi innovativi per affrontare le violazioni dei diritti umani del passato e la memoria divisa della comunità, in particolare per lavorare con giovani.
“Memory Will Teach Us Something” attinge alla profonda esperienza educativa della Scuola di Pace, ed è organizzato secondo quattro sessioni laboratoriali, ciascuna suddivisa in diverse attività che, insieme, mirano a creare comprensione tra i/le partecipanti e a promuovere un impegno critico attraverso molteplici livelli di memoria: personale, familiare, comunitaria e istituzionale.
Il toolkit contiene anche linee guida sui fattori chiave che i facilitatori devono considerare quando pianificano le sessioni del workshop e note sui materiali suggeriti e sui tempi delle attività.
Le autrici incoraggiano i professionisti ad adattare gli esercizi a seconda del contesto in cui lavorano e hanno incluso uno spazio per le note e le osservazioni alla fine di ogni sezione.
Il nostro grazie alla Global Initiative for Justice, Truth and Reconciliation (Iniziativa globale per la giustizia, la verità e la riconciliazione), uno dei progetti speciali dell’International Coalition of Sites of Conscience, e a Sarah Case in particolare, per il suo prezioso lavoro di coordinamento.
Educazione Aperta è un bellissimo progetto che raccoglie l’esperienza di Educazione Democratica, rivista di pedagogia politica uscita in dieci numeri, dal 2011 al 2015, e che ha inteso rappresentare in Italia un modo diverso di pensare l’educazione e la società. Il gruppo di lavoro, costituitosi come Comunità di Ricerca Educazione Aperta (CREA), è costituito da persone con competenze disciplinari e professionali diverse, mossi tutti da una stessa passione e volontà di condivisione.
Nel numero 8 trovate due saggi per noi speciali:
“Dar voce al silenzio. L’esperienza dei campi di pace a Monte Sole” e “Co-educarsi alla pace a Gorongosa (Mozambico). Riflessioni su un percorso in atto”
“E-Review” è una rivista scientifica open access di storia contemporanea con oltre 22.000 contatti l’anno, realizzata a partire dal 2013 dagli Istituti Storici dell’Emilia Romagna in Rete e patrocinata dalla Regione Emilia Romagna. Sorto per iniziativa degli Istituti storici della Resistenza, in collaborazione con l’ente regionale, il progetto è volto allo sviluppo dell’attività culturale per lo studio del passato e la trasmissione della memoria storica.
Nella sezione #corrispondenze trovate anche il nostro “Convivere con memorie difficili. Negazione, silenzi e ambiguità nelle famiglie tedesche del dopoguerra. Cronache da una commemorazione”
“Di/segni” è la collana digitale del Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Milano che si propone di contribuire alla disseminazione della conoscenza fornendo ampia circolazione ai risultati dei ricchi e compositi studi condotti dai docenti e ricercatori del Dipartimento, nonché dai giovani in alta formazione, e assicurandone estesa accessibilità attraverso le reti telematiche, senza rinunciare a garantirne la lettura su carta.
Il numero monografico che raccoglie gli atti del I Congreso Internacional de Literatura y Derechos Humanos dal titolo “Donde no habite el olvido. Herencia y transmisión del testimonio. Perspectivas socio-jurídicas” ospita anche l’intervento della Scuola di Pace. Cliccando sul link potete accedere all’intero volume.

“Heritage Matters” è una serie di volumi che affronta l’intero panorama delle questioni relative alle eredità del passato legate alle sfide globali del mondo di oggi.
La collana si basa sui principi dell’International Centre for Cultural and Heritage Studies (ICCHS) della Newcastle University, dove questi temi sono visti come parte di un tutto integrato, dalla cultura alla natura, ed esplora quindi le possibilità di ogni tipo di museo, galleria, luogo di memoria e di ogni individualità o organizzazione che ci lavora o che ne viene influenzata.
Nel volume “Heritage and Peacebuilding” a cura di Diana Walters, Daniel Laven & Peter Davis, Boydell & Brewer Limited editori ci siamo anche noi, a discutere di come e se il passato può contribuire alla costruzione di un un presente e di un futuro di pace.
E la chiesa di Casaglia campeggia in copertina.
Si tratta di una rivista dell’University of Massachusetts Amherst che si propone di promuovere il dialogo tra le ricerche di esperti sulla violenza, il conflitto e il trauma, sia rispetto al passato che nel presente.
Poiché l’obbiettivo primario è la diffusione della riflessione su questi temi, i numeri della rivista e i singoli articoli presenti sono scaricabili gratuitamente.
Da oggi questa rivista ospita anche Monte Sole, addirittura in copertina!
Per leggere e pensare basta quindi leggere la rivista!

La giornata di studi La linea gotica fra ricerca e didattica, (Bologna, 13 aprile 2015) nasce da una suggestione: che la ricerca storica – quella che diventa comunicazione nel corso dei convegni o quella che si fa letteratura nei saggi – costituisce sempre un banco di prova per la didattica.
Non si tratta, semplicisticamente, di tradurre e/o declinare (che suona un po’ troppo come adeguare o ridimensionare) contenuti storiografici in narrazioni “adatte” alla scuola, quanto piuttosto di partire dai temi di un convegno storiografico per comprendere se questi offrono spunti tematici o accorgimenti metodologici utili a rinnovare o modificare l’insegnamento della storia nelle classi.
L’incontro, che ha coinvolto le sezioni didattiche della rete INSMLI, si è dato l’obiettivo di ragionare su questi temi non solo sul piano teorico. I relatori, chiamati a confrontarsi col Convegno Comunità in guerra nell’Appennino. La linea gotica fra storia e politica della memoria, 1944-2014 (Rimini, novembre 2014), hanno proposto chiavi di lettura, analizzato modelli e portato esempi di buone pratiche.
Un lavoro stimolante e ricco che diventa dossier per Novecento.org, rivista on line di didattica della storia progettata e gestita dall’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia e dai 68 Istituti ad esso associati, presenti sul territorio nazionale.
Nel Dossier n. 6/2, luglio 2016 ci siamo anche noi.
Versus (o VS, come spesso viene indicata) è una delle prime e più conosciute riviste internazionali di semiotica, filosofia e teoria dei linguaggi. È stata fondata nel 1971 da Umberto Eco, che ne è stato il direttore fino alla sua scomparsa (febbraio 2016). Attualmente il direttore è Patrizia Violi.
Lo scopo di Versus è pubblicare contributi rigorosi che, sia dal punto di vista teorico che applicativo, aiutino lo sviluppo e il progresso della semiotica.
È una rivista semestrale e i volumi sono spesso dedicati a singoli temi, che vengono affrontati sotto diversi punti di vista e con un approccio aperto alle altre discipline.
Il nome della rivista deriva dall’espressione che viene usata in linguistica e semiotica strutturale per indicare le opposizioni che sono alla base di un sistema (per es. sordo vs sonoro) e ricorda bene l’atmosfera culturale di quegli anni. Con il tempo la rivista e il dibattito semiotico in generale si sono aperti anche ad altre correnti e discipline.
Nel numero 119 del 2014 ci siamo anche noi.

Tradizionalmente, i musei nascono sulla base di raccolte.
Tuttavia, alcuni dei musei più stimolanti e dinamici di oggi sono quelli fondati sulla base di idee.
I temi variano dai diritti umani, l’inclusione sociale, la pace, la guerra alla salute, al sesso, al cambiamento climatico…
La loro dimensione, il budget, la portata e le ambizioni possono differire, ma sono tutti impegnati a distinguersi e a mostrarsi fondamentali per la vita della comunità.
Museums of ideas: commitment and conflict è una pubblicazione che fornisce una visione unica del funzionamento di queste istituzioni, spesso pionieristiche, a volte di difficile lettura, e mette in evidenza cosa si può imparare dalle loro esperienze.
Besatzung, Widerstand und Erinnerung. Italien 1943-45 è la raccolta degli atti di un convegno storico, pubblicata a giugno 2010.
Dal 25 al 28 maggio 2008 si è infatti svolto presso la sede della Scuola di Pace un seminario italo-tedesco dal titolo “Resistenza e guerra civile in Italia 1943-1945.
Storia e memoria”, pensato e organizzato dalla Scuola di pace in collaborazione con la Hessische Landeszentrale für politische Bildung (HLZ) e l’Istituto per la storia e le memorie del Novecento PARRI E-R.
Storici e ricercatori italiani e tedeschi si sono incontrati e hanno discusso degli stessi temi dal punto di vista del dibattito tedesco e dal punto di vista di quello italiano.
La visuale oltre che alla storia e alla memoria è stata allargata anche ai rapporti, a tratti problematici e comunque sempre intensi e inestricabili, tra cinema e letteratura da un lato e storia e memoria dall’altro. Attenzione è stata dedicata anche all’ottica educativa su questi temi. Il nostro partner tedesco ha curato la pubblicazione degli atti di quel convegno in un’edizione bilingue con brevi abstracts riassuntivi per ciascun saggio.
Per averne una copia, basta scriverci e vi daremo indicazioni per la spedizione.
The Public Historian è una rivista statunitense che pubblica i risultati degli studi accademici e affronta le grandi questioni di merito e teoriche relative allo studio della storia.
Le aree di storia pubblica affrontate nella rivista comprendono la politica pubblica e l’analisi delle scelte effettuate, la conservazione storica, la storia orale, l’idea di museo storico, i servizi di documentazione e di informazione, l’interpretazione e l’impegno pubblico, e la didattica storica.
The Public Historian è patrocinata dal Consiglio Nazionale sulla storia pubblica e dalla University of California, Santa Barbara, con il sostegno della Rutgers University-Camden.
Nel volume 30 del febbraio 2008 ci siamo anche noi.