Memory on air

I podcast degli incontri su Radio Città Fujiko

Anno 2008/2009

Nel corso del nostro secondo viaggio-puntata siamo stati a Vienna, a parlare con Florian Wenninger del Gedenkdienst, e a New York, dove abbiamo incontrato sia Liz Sevcenko dell’International Coalition e Valerie, volontaria del Gedenkdiest che lavora al Leo Baech Institute di New York. Ma poichè ogni viaggio che si rispetti deve prevedere un ritorno a casa, abbiamo intervistato il neo-presidente della Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, l’avvocato Giuseppe Giampaolo, e abbiamo sentito il parere di Annalisa e Angelica sulla loro esperienza nei campi “pace a 4 voci” degli scorsi anni.

Questa volta non siamo andati lontano, siamo rimasti in Italia per parlare di una malattia che sempre più si sta diffondendo e che dobbiamo combattere alla radice: il razzismo. Questa puntata è stata la prima, non la sola, che dedicheremo al tema.

Questa settimana siamo andati in Cile, a conoscere la memoria di Villa Grimaldi, luogo di tortura ed internamento durante la dittatura di Pinochet. Abbiamo chiesto a Margarita Romero, ex detenuta politica cilena durante la dittatura, di accompagnarci nella memoria di Villa Grimaldi.

Questa volta si va in Sudafrica, senza Niko che sarà a Valencia. Parleremo di Apartheid, di giustizia, verità e riconciliazione. Ad accompagnarci saranno la giudice Yasmin Sooka, autorevole membro della Commissione Verità e Riconciliazione, e l’avvocato Giuseppe Giampaolo, presidente della Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole.

Sesto appuntamento con il viaggio di Marzia, Niko, Elena e Riccardo tra un mondo di ricordi e l’altro; questa volta siamo andati al Gulag museum Perm36, in Siberia, per ascoltare le memorie delle repressione del dissenso in URSS. Abbiamo intervistato Tatiana Kursina, direttrice del Museo del gulag, e Daniela Preziosi, redattrice del Manifesto.

Viaggio di Riccardo, Niko, Elena e Marzia tra un mondo di ricordi e l’altro: siamo andati alla scoperta di Cipro e della sua memoria, in compagnia di Pieris Pieri del sindacato PEO, Federazione Pan-cipriota del Lavoro e dell’Association for Historical Dialogue and Research. Vestitevi con abiti leggeri!

L’ottava puntata di Memory on air è dedicata alla tragedia dell’11 settembre 2001 e al massacro di Falluja del novembre 2004. Abbiamo parlato di tutto questo e di molto altro con Terry Rockefeller dell’associazione familiari delle vittime dell’11 settembre Peaceful Tomorrows. Terry ha perso la sorella nell’attacco alle Torri Gemelle ma il suo primo pensiero è stato battersi prima contro la guerra in Afghanistan e poi contro la guerra in Iraq. Abbiamo sentito le sue riflessioni, i suoi dubbi, le sue speranze.

Per la nona puntata di Memory on air. Tra un mondo di ricordi e l’altro abbiamo affrontato la questione delle popolazioni indigene del continente americano, con particoalre riferimento alla vicenda di quelle che si trovavano nell’attuale territorio degli Stati Uniti. Abbiamo intervistato Richard West, tra i fondatori dell’National Museum of the American Indian e abbiamo provato a delineare i contorni di questa storia ancora troppo poco indagata e studiata.

Questa settimana siamo tornati in America per conoscere l’esperienza di John Esaki, direttore del Japanese American National Museum, che ci ha fatto riflettere sulla memoria della persecuzione dei cittadini statunitensi di origine giapponese in seguito agli attacchi di Pearl Harbor del 7 dicembre 1941, e sulle inquietanti similitudini con la contemporaneità.

L’undicesima puntata di Memory On Air è dedicata al genocidio del 1971 in Bangladesh. Abbiamo intervistato Akku Chowdhuri del Liberation War Museum di Dhaka, parte anch’esso della International Coalition of sites of conscience.
Abbiamo anche parlato dell’attuale situazione di quel paese e dell’immigrazione bangladese in Italia.

Nella dodicesima puntata della nostra trasmissione abbiamo commemorato la tragedia di Porto Palo di Capo Passero del Natale 1996. Per fare questo abbiamo intervistato Giovanni Maria Bellu vice-direttore dell’Unità, che nel 2001 era giornalista di La Repubblica e fu il primo a scrivere della tragedia (ben 5 anni dopo).
Abbiamo poi sentito Gabriele Del Grande, giornalista freelance fondatore e curatore del blog Fortress Europe, indipensabile e pressochè unico prezioso strumento di informazione sulla tragedia dei migranti alle porte dell’Europa.
Di questa tragedia portiamo, come cittadini europei, la responsabilità: Gabriele ci ha parlato delle sovvenzioni che l’Italia dà alla Libia per gestire veri e propri campi di concentramento per persone migranti che hanno la sola colpa di essere rifugiati in fuga dal proprio paese; ci ha parlato delle politiche dell’Unione Europea e dell’Italia in materia di immigrazione e di cosa succede ai confini della “Fortezza Europa”.
Una puntata su di una tragedia al presente che succede sotto i nostri occhi perchè nessuno di noi possa dire in futuro: noi non lo sapevamo.

Nella 14a puntata abbiamo parlato della Conferenza di Wannsee del 20 gennaio 1942, nella quale è stata decisa quella che i nazisti chiamavano la “soluzione finale del problema ebraico”. Abbiamo intervistato Erika Moor della Haus der Wannsee Konferenz di Berlino.

Non potevamo non dare voce al Medio Oriente e abbiamo scelto di farlo attraverso le voci di chi in quella regione ci vive e cerca una trasformazione nonviolenta del conflitto.
Abbiamo letto un documento redatto dagli operatori del Ghetto Fighters’ Museum che si trova nel nord di Israele, così come abbiamo chiesto ad Aaron del Parents Circle Families Forum di illustrarci la posizione di questa associazione che riunisce famigliari di vittime della guerra sia israeliane che palestinesi. Abbiamo anche parlato con Mussa, dalla Cisgiordania, uno degli educatori dei nostri campi di pace a 4 voci.
Ad accompagnarci in questa puntata Elena Bergonzini, educatrice della Scuola di Pace e responsabile da anni dei nostri progetti in quella regione.

Nella 15a puntata abbiamo intervistato Jan Munk, direttore del Terezin Memorial, membro insieme a noi della International Coalition of Sites of Conscience. Con lui abbiamo parlato delle conseguenze della Conferenza di Wannsee e abbiamo celebrato a modo nostro la giornata della memoria: chiedendoci cioè “quale senso oggi del parlare delle politiche di sterminio dei nazisti?”

Questa settimana abbiamo ricordato la Bloody Sunday del 30 gennaio 1972. Lo abbiamo fatto intervistando Adrian Kerr, del Museum of Free Derry: Adrian ci ha fornito una lettura veramente interessante sul presente nordirlandese, sulle ferite ancora aperte e sulle strade percorribili per costruire un futuro di convivenza non violenta.

Donne… belle, magre, mamme, giovani, intelligenti, simpatiche, brave in casa, brave fuori casa, mogli o almeno fidanzate, pazienti ma anche in carriera, forti ma dolci… Tutto insieme???!!!
Di tutto questo abbiamo parlato con Loredana Lipperini che ha scritto il libro “Ancora dalla parte delle bambine” ed è autrice dell’interessante blog www.lipperatura.it. Con il suo aiuto abbiamo discusso di stereotipi di genere e ci siamo chieste di cosa siamo schiavi e schiave e magari anche come liberarci!

Abbiamo intervistato Placido Diolosà, seconda generazione degli emigrati in italiani in Belgio, adesso lavora al Memoriale di Marcinelle a Bois du Cazier in Belgio, che con noi fa parte della costituenda rete europea dei luoghi della coscienza. Con lui abbiamo parlato dell’emigrazione italiana in Belgio, del folle patto uomo-carbone tra Italia e Belgio, del costo in vite umane del cosiddetto “miracolo economico italiano” degli anni ’50. Abbiamo parlato di morti sul lavoro, dove ora come allora sono i migranti a morire di più… tragica fatalità si disse allora, tragica fatalità si ripete adesso… tragica fatalità???

Questa puntata è dedicata al ricordo dei terribili anni della dittatura argentina: come oggi, 33 anni fa prendeva il potere la giunta militare sanguinaria di Videla che ha terrorizzato il paese. Ne abbiamo discusso con Javier Borelli, di Memoria Abierta, organizzazione attiva dal 1999 a Buenos Aires che si occupa di preservare la memoria di quanto è accaduto durante il periodo del terrorismo di stato, di promuovere una coscienza sociale che renda fertile quella memoria e di rafforzare attraverso questo lavoro la democrazia ed il rispetto dei diritti umani.

Raccontiamo di quel tempo in cui gli emigranti eravamo noi. Lo abbiamo fatto con l’aiuto di David Favaloro, che lavora al Lower East Side Tenement Museum. Questo museo sorge all’interno di un edificio di 5 piani che ospitò fino a 2000 migranti contemporaneamente appena arrivati a New York un po’ da tutte le parti del mondo negli anni che vanno dal 1863 al 1935. Altra prezosissima guida in questo nostro percorso è stata il libro “L’orda” di Gian Antonio Stella, che racconta magistralemnte quando gli albanesi eravamo noi…

Abbiamo cominciato a parlare di segregazione razziale negli USA. Lo abbiamo fatto con l’aiuto di Saudia Muwwakkil, che lavora al Martin Luther King, Jr. National Historic Site di Atlanta, casa natale di ML King e che, come noi, fa parte della International Coalition of sites of Conscience. Con lei abbiamo parlato delle speranze che porta l’elezione di Obama ma abbiamo riflettuto sui problemi profondi che una discriminazione così radicata nella “psiche” collettiva di quel paese, porta con sè.

Martin Luther King è stato assassinato il 04.04.68 al Lorraine Motel di Memphis. In quel luogo è sorto un museo che ripercorre la storia del movimento per i diritti civili che si è sviluppato negli Stati Uniti nel corso dei decenni a partire dall’abolizione della schiavitù dopo la fine della guerra di secessione. Abbiamo intervistato Beverly Robertson, la Presidente del National Civil Rights Museum, e le abbiamo chiesto di raccontarci a che punto è la società americana sulla strada della non discriminazione, quanto è stato fatto e quanto rimane ancora da fare; le abbiamo chiesto di condividere con noi i suoi ricordi personali della segregazione razziale.

La puntata del giorno di liberazione di Bologna è dedicato alle celebrazioni del 25 aprile. Elena, Marzia, Niko e Riccardo racconteranno la storia del Parco Storico di Monte Sole e della Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, presenteranno il programma della giornata, come arrivare.

Il 25 aprile a Monte Sole è stato ricco di eventi! Per il nostro programma radio, abbiamo raccolto alcune voci, tra cui quella di Dagmawi Yimer, che è venuto a presentare il documentario sui centri di detenzione in Libia, “Come un uomo sulla terra”. Per la Scuola di pace di Monte Sole e per le numerosissime persone che hanno accolto il nostro invito è stato ancora una volta un modo per ricordare (questa volta la Liberazione) riflettendo sul nostro inquietante presente.

Una settimana esatta dopo il 25 aprile arriva il 1 Maggio, e Memory on Air non si lascia sfuggire l’occasione per parlare di lavoro e lavoratori. Tra un mondo di ricordi e l’altro, Elena, Marzia, Niko e Riccardo dedicaranno uno speciale ai festaggiamenti del e i temi del 1 maggio. Tra gli ospiti il giornalista Alessandro Leogrande, autore di un’inchiesta sui lavoratori migranti sfruttati come braccianti nel sud Italia, e Ascanio Celestini che ha dedicato la sua attività di teatrante, scrittore, cantante ai precari e al precariato come condizione di vita opprimente.

Per questa puntata, Memory On Air ci porta in Germania, nella Hadamar Clinic, un ospedale psichiatrico usato dai Nazisiti per il programma T-4 Euthanasia Program, attraverso cui venivano sterilizzati e uccisi in massa cittadini “indesiderabili” come malati di mete e portatori di handicap. Oggi nell’Ospedale è stato allestito un Memoriale per ricordare le vittime di quei crimini.

Siamo andati nel Paese Basco (Euskadi), al Museo de la Paz de Guernica. Un modo per ricordare cosa accadde durante la guerra civile spagnola, Guernica è il luogo simbolo a causa del bombardamento aereo a tappeto – tra i primi e più duri – messi in atto dai Nazisiti il 26 aprile 1937 con il supporto della Aviazione Legionaria Fascista. Una strage dipinta da Pablo Picasso in uno dei suoi quadri più celebri.

Parlare di Israele è sempre difficile, le versioni dei fatti e le ragioni sono sempre diverse e contrapposte. Per questa puntata, il modo migliore era con un’intervista ad Aaron del Parents Circle, il forum dei parenti delle vittime israeliane e palestinesi. Elena, Marzia, Niko e Riccardo parlerano di memorie che provano ad essere condivise per arrivare alla pace.

Memory On Air festeggia a suo modo la Festa della Repubblica Italiana. Proponiamo un parallelo tra il nostro paese e il SudAfrica, portandoci a Costitution Hill, collina dove oggi a Johannesburg sorge la corte costituzionale ma che fino a pochi anni fa era simbolo di apartheid, razzismo e discriminazioni perchè in quel luogo, ora pacificato, vennero perpetrati massacri e punizioni.

Torniamo in Sud Africa al District Six Museum, sorto in un quartiere residenziale di Cape Town oggi non più esistente, ma che risulta il caso più studiato di deportazione di oltre 60.000 abitanti durante gli anni ’70 ad opera del regime dell’apartheid. Tra un mondo di ricordi e l’altro Elena, Marzia, Nikko e la Scuola di Pace di Monte Sole ci accompagnano in un museo virtuale che ne ricostruisce la geografia e gli eventi…

Per questa puntata, Memory on Air va in Serbia per farvi sentire un’intervista con Daniela di Otpor, il famoso movimento che ha avuto un ruolo determinante nella caduta del regime di Slobodan Milosevic.

Per questa puntata specialissima, Memory on Air con Elena, Riccardo e Niko in studio, e Marzia brillante inviata a Memphis al National Civil Rights Museum. In collegamento gli ospiti e gli amici che Memory ha già incontrato nella puntata del 13 aprile (la recuperate qui), dal luogo. The National Civil Rights Museum sorge presso il Lorraine Motel, dove Martin Luther King venne assassinato il 4 aprile 1968.