Caprara

Caprara (di Sopra e di Sotto) era il maggiore centro abitato del territorio. Fino alla fine dell’800 era stata sede del municipio e quindi di punto di riferimento di tutta l’area. Nel periodo che ci interessa, il municipio referente era a Marzabotto ma Caprara rimaneva un nucleo fondamentale di incontro tra le persone che abitavano questa zona: vi era l’osteria, lo spaccio e la tabaccheria; qui si tenevano le sagre e le feste di paese; vicino a Caprara si trovava la fonte d’acqua più importante.

Il luogo educa

Quali sono le ragioni di una tale brutalità e ferocia?
Cosa vuol dire “abbruttimento dovuto alla guerra”?
È solo questa la ragione?
Si poteva disobbedire agli ordini ricevuti?
In che condizioni si trovava e che cosa ha pensato chi l’ha fatto?
Cosa vuol dire parlare di conformismo in un contesto bellico?
Cosa vuol dire compiere una scelta differente?
Dove erano i partigiani?
Perché i soldati nazisti non salgono per i boschi a scovare i nascondigli dei partigiani ma si fermano nei villaggi a massacrare i civili?
Accanto alla paura delle vittime, si può parlare di “paura” anche per i carnefici?
Che tipo di paura è?
Cosa la differenzia da quella delle vittime?
Si può parlare di costruzione delle paure per questo tipo di massacri?

Monumentalizzazione
Osservare i monumenti e le rovine.
Cosa sono?
Come vanno interpretati?
Esiste una stratificazione delle memorie?
Quali?
Come si riconoscono?
Qual è la loro legittimità?
Come deve appaesarsi un luogo della memoria per dare uguale riconoscimento a tutti gli strati di memorie che si sono depositati negli anni?

Testimonianze

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Gastone Sgargi

Gastone Sgargi, partigiano della Stella Rossa (19 anni). Passa da Caprara il pomeriggio del 29 settembre. Questo è il racconto di ciò che ha visto
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Angiolina Massa

Avevo 6 anni quando siamo andati ad abitare a Caprara. Là si stava bene, c’era un bel po’ di famiglie: c’era Caprara di Sopra e Caprara di sotto.
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Gilberto Fabbri

Vi trovai già rifugiate una cinquantina di persone, tutte donne, ragazze e bambini. Passammo parecchie ore di paurosa attesa; il terrore ci toglieva anche la parola...
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Salvina Astrali

Quando abbiamo sentito le cannonate, abbiamo deciso di trasferirci da Villa D’Ignano a Caprara perché mia madre si sentiva più sicura là.