Nel quadro del progetto

Die Massaker im besetzten Italien (1943–45) in der Erinnerung der Täter
Le stragi nell’Italia occupata 1943-1945 nella memoria dei loro autori

la Scuola di Pace di Monte Sole e l’Università di Colonia organizzano e propongono il seminario internazionale

TRA RACCONTI E SILENZI DI CHI C’ERA
Le nuove generazioni davanti alle responsabilità dei Täter e i traumi delle vittime

Era stato pensato come un momento intensivo di confronto e dibattito ma, come per molti altri appuntamenti della nostra quotidianità, abbiamo dovuto adattarlo alla nuova situazione di attenzione sanitaria.
Il seminario sarà dunque on line, su piattaforma Zoom, e si svolgerà ogni mercoledì di ottobre dalle 17 alle 19.

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PROGRAMMA DEGLI INCONTRI

7 ottobre 2020 La definizione delle colpe, la consapevolezza del trauma
Le stagioni processuali in Germania e in Italia – Carlo Gentile (Universität zu Köln)
La costituzione dell’Associazione delle vittime eccidi nazifascisti di Grizzana Marzabotto Monzuno 1944 – Gian Luca Luccarini (presidente associazione)
Diverse fasi processuali hanno riguardato i crimini del nazismo e dell’occupazione, con tempistiche e modalità differenti in Italia e in Germania. Ripercorrendo le vicende giudiziarie è possibile vedere la variazione non solo dei capi di imputazione e della definizione dei crimini, ma anche il cambiamento culturale e sociale attorno alla percezione dei crimini stessi e dei loro attori. Inoltre, i tardivi processi degli anni Duemila in Italia hanno alimentato una maggiore presa di consapevolezza da parte delle vittime, portando alla costituzione di associazioni che raccolgono le vittime e i loro discendenti.

14 ottobre 2020 Storia orale e traumi familiari
La storia orale delle stragi: le vittime e i loro discendenti – Giovanni Contini Bonacossi (AISO, Associazione Italiana Storia Orale)
Kriegsenkel oder Mitläufer-Enkel? Nipoti di guerra o nipoti di seguaci del nazismo? I giovani tedeschi e le storie familiari – Elena Pirazzoli (Universität zu Köln)
Alcuni elementi del dibattito psicologico attorno all’elaborazione del passato tedesco – Leonard Ludwig (Universität zu Köln)
La storia orale ha permesso, più di altri approcci, di ricostruire le stragi di civili, restituendo voce alle vittime. E ascoltando anche come il trauma si trasforma, passando da una generazione all’altra. A più di 75 anni dai fatti, diverse nuove voci stanno iniziando a raccontare: quelle dei discendenti dei Täter, i perpetratori – o dei Mitläufer, i seguaci del nazismo. Con le loro domande indagano storie familiari rimosse, celate, edulcorate, portando un nuovo impulso al dibattito storico, sociologico e psicologico attorno all’elaborazione del passato tedesco.

21 ottobre 2020 La rappresentazione dei processi ai Täter
Il processo Reder come momento simbolico – Toni Rovatti (Università di Bologna)
Raccontare in mostra il processo per la Risiera di San Sabba – Dunja Nanut (ANED Trieste)
La rappresentazione dei criminali nazisti in Italia è stata estremamente influenzata dai processi dell’immediato dopoguerra, che hanno creato l’immagine di figure crudeli, quasi demoniache. Tuttavia, le ricerche e le indagini successive hanno approfondito le dinamiche dei fatti, mostrando una maggiore complessità dei meccanismi della violenza, delineando una responsabilità collettiva di diversi attori e coinvolgendo profondamente le comunità locali.
Questi aspetti hanno trovato poco spazio nella rappresentazione, in particolare quella museale: il caso di Risiera di San Sabba è una delle rare eccezioni della tematizzazione dei Täter all’interno di un’esposizione su un luogo di memoria.

28 ottobre 2020Quali possibili linee educative a partire da questi temi?
Formazione professionale ed educazione civica: il caso dell’Haus der Wannsee-Konferenz – Hans Christian Jasch
I meccanismi della violenza in noi: il lavoro educativo e internazionale della Scuola di Pace di Monte Sole – Elena Monicelli
È possibile educare guardando in profondità le azioni negative? La ricerca degli ultimi anni ha mostrato come, sottese alla violenza del nazismo, ci fossero intenzioni molto “umane”: opportunismo, carrierismo, volontà di mettersi in luce, dinamiche di tenuta del gruppo. In una cultura in cui il paradigma vittimario ha improntato le modalità di trasmissione memoriale, è possibile lavorare sui Täter per comprendere i motivi delle loro azioni, senza giustificarle, ma per riconoscerle dentro di noi e dentro il nostro agire?

L’intero progetto, e dunque anche il seminario, è stato finanziato dal Fondo italo-tedesco per il futuro del Ministero degli affari esteri della Repubblica federale tedesca.