#PresentMemory 2023

Ciao e Hallo! Oggi vi racconteremo la nostra esperienza presso la Scuola di Pace durante il workshop #PresentMemory. Useremo la prospettiva di Danilo e Anna-Maria, due studenti provenienti rispettivamente da Italia e Germania.
A Danilo il progetto è stato consigliato dalla sua professoressa di tedesco, mentre Anna-Maria, scorrendo su Instagram, ha notato una storia che pubblicizzava #PresentMemory.

“Nonostante avessimo già sentito qualcosa sul Massacro di Monte Sole, ne sapevamo davvero poco. Abbiamo deciso di candidarci per #PresentMemory perché crediamo che la consapevolezza della storia sia importanteper la comprensione del presente. Eravamo curiosi e non vedevamo l’ora di conoscere persone provenienti dall’altro paese e di ricevere insegnamenti e idee preziose su un fatto che ha un significato enorme per la storia comune di Italia e Germania”.
Una volta giunti alla Scuola di Pace di Monte Sole – Danilo con il treno da Napoli e Anna-Maria da Hannover con l’aereo – i due si sono conosciuti, hanno legato velocemente e instaurato una connessione.

All’inizio il gruppo ha condotto una discussione accesa durante la quale Anna-Maria, Danilo e gli/le altri/e partecipanti hanno analizzato il modo in cui viene costruita la nostra memoria collettiva. Danilo si è chiesto chi decidesse quali fatti del passato vengano oggi celebrati o commemorati. Si è chiesto cosa influenzasse queste decisioni collettive e quali fossero le implicazioni per l’identità italiana, tedesca o europea che noi percepiamo.
“Le varie opinioni italiane e tedesche che sono emerse durante il brainstorming ci hanno aiutato più tardi, quando abbiamo classificato e selezionato in modo diverso gli eventi importanti per la storia europea”.
Per esempio, per Anna-Maria il concetto di identità europea basata su valori come cooperazione internazionale, democrazia, libertà, solidarietà e equità è abbastanza giovane e può essere ricondotto soltanto al periodo successivo alla Seconda guerra mondiale.

“Molti degli eventi che fanno parte della nostra memoria e che ci hanno portato al livello di democrazia, giustizia e pace in cui noi europei e europee viviamo al giorno d’oggi possono essere visti sotto una luce positiva”.
Tuttavia, il gruppo ha preso atto del fatto che le pagine nere della nostra storia abbiano uguale importanza per la comprensione del presente.

“Monte Sole e gli altri luoghi della memoria che abbiamo visitato insieme hanno un valore simbolico e per questo motivo ci hanno toccato. Abbiamo visto quelloche rimane del più grande massacro nell’Europa occidentale commesso dall’esercito tedesco durante la guerra e abbiamo ascoltato la lettura delle memorie individuali di una delle vittime: la storia di Cornelia Paselli, ragazza di 18 anni di Casaglia. La sua testimonianza sull’uccisione dei membri della sua famiglia e della sua comunità mi ha colpito profondamente. Una ragazza della mia età che ha dovuto soffrire a causa di una tale crudeltà e che è dovuta andare avanti conservando dentro un trauma enorme è per me una cosa inaccettabile”.
racconto ci ha fatto capire che dietro a ognuna delle 770 vittime del massacro di Monte Sole si cela una storia di sofferenza, di perdita, di dolore. Sì, questo evento ha avuto ripercussioni sulle vite di ogni sopravvissuto/a, ma il meccanismo di rielaborazione del trauma ha intrapreso in loro strade differenti. Così, la brutalità e la disumanità di questo evento tragico sono state comprese dal gruppo. A sottolinearlo sono state anche le parole del professore Carlo Gentile, che ha studiato a fondo questo tema.

La visita al Cimitero militare germanico della Futa ci ha palesato la tragedia della guerra e il modo in cui la memoria viene costruita. Si tratta del cimitero per soldati tedeschi più grande in Italia. La natura controversa e la complessità del ricordare sia le vittime che i perpetratori rimane un tema aperto nel dibattito pubblico, tema che è stato discusso anche all’interno del gruppo.

“Durante un altro confronto alla Scuola di Pace abbiamo potuto approfondire la nostra riflessione analizzando le nostre idee sull’identità nazionale e su come essa sia influenzata dagli eventi di cui abbiamo parlato nei giorni precedenti. Ciò che ha colpito entrambi sono state le differenze riguardo al ruolo che la storia del nostro paese ha avuto nella costruzione dell’identità nazionale. Ci siamo concentrati su questioni come la cultura della memoria in Italia e Germania, in alcuni casi non abbastanza presente, e ci siamo chiesti come la situazione potesse essere migliorata”.
Anche il concetto stesso di identità è stato discusso dato che sembra implicare la costruzione di un “altro”, cosa che troppo spesso porta a discriminazione, ostilità e disumanizzazione.

“Tutti noi, sia tedeschi che italiani, abbiamo acquisito un livello molto più profondo di consapevolezza nella connessione presente su più livelli tra la storia, la memoria e l’identità. Tuttavia, capiamo che siamo solo all’inizio del processo di studio e di comprensione di questi temi complessi”.

Anna-Maria e Danilo riassumono l’esperienza di #PresentMemory dicendo: “Questa settimana è stata senza alcun dubbio più bella grazie alle stupende connessioni interpersonali che siamo riusciti a creare. Per molti di noi si trattava della prima occasione di interazione con persone provenienti dall’altro paese e abbiamo imparato tante cose su di loro, sul loro modo di vivere e di pensare. Condividere la nostra quotidianità è stato un modo importante per vivere un’esperienza fondamentale che nessuno di noi dimenticherà mai”.

Slide: Luoghi della memoria

San Martino

Il comando della sedicesima divisione corazzata granatieri delle SS pensava che a San Martino di Caprara si trovasse la sede della brigata partigiana “Stella Rossa”. Per questo motivo il luogo è diventato bersaglio principale del massacro di Monte Sole. Il 29 i soldati tedeschi hanno ucciso lì 18 civili. Il giorno dopo la prima e la quinta compagnia del reparto di ricognizione corazzata delle SS giunsero sul luogo e uccisero altre 37 persone. Le vittime furono esclusivamente donne, bambini e giovani.

Caprara di Sopra

Il 29 settembre 1944 la terza compagnia del reparto di ricognizione delle SS uccise 35 italiani e italiane nel villaggio di Caprara di Sopra. I soldati delle SS rinchiusero gli abitanti che si trovavano nel villaggio nella cucina di un locale e lanciarono diverse bombe a mano nella stanza. Dopo le esplosioni i soldati spararono verso gli abitanti. Nel bosco circostante le truppe tedesche continuarono a uccidere altre persone che cercavano rifugio. Il numero totale delle vittime salì a 63. Le vittime furono quasi esclusivamente donne e bambini.

La chiesa di Casaglia

Il 29 settembre circa 100 abitanti locali cercarono di ripararsi dalle terribili razzie dei soldati tedeschi nella chiesa di Casaglia. Non potevano sapere che i soldati della sedicesima che i soldati della sedicesima divisione delle SS avrebbero perpetrato quel giorno e nei giorni successivi diversi massacri in 112 luoghi della zona. Verso le ore 9 dello stesso giorno circa 10 soldati della terza compagnia del reparto di ricognizione raggiunsero la chiesa. I soldati condussero la maggior parte dei rifugiati al cimitero vicino e li uccisero. All’interno della chiesa vennero uccise quattro persone, tra cui il parroco di San Martino, Don Ubaldo Marchioni, la cui testa venne trovata nei giorni successivi davanti all’altare della chiesa.

Cimitero di Casaglia

“Vidi entrare due tedeschi. Uno di loro mise una mitragliatrice su un treppiede davanti a noi, la caricò. Mi ricordo che questa mitragliatrice aveva una grande apertura. L’altro tedesco aveva con sé una grande arma automatica”. Lucia Sabbioni, 1947.

Il 29 settembre i soldati della terza compagnia del reparto di ricognizione delle SS portarono quasi cento civili al cimitero di Casaglia. La popolazione aveva provato a rifugiarsi in precedenza nella chiesa vicina. Come raccontato da Lucia Sabbioni, i soldati spararono con mitragliatrici e armi automatiche. Durante il massacro nel cimitero di Casaglia vennero assassinate 85 persone, tra cui 38 bambini. Solo 8 bambini sopravvissero al massacro nascondendosi sotto i cadaveri.

Intervista con Stefano Merzi

Qual è il significato storico di Monte Sole? In un’intervista abbiamo avuto modo di parlare con Stefano, uno degli educatori della Scuola di Pace. ( Intervista in inglese)

Intervista con Elena Bergonzini

Elena Bergonzini è una delle educatrici e direttrici della “Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole”, fondata nel 2002. Ci ha parlato del suo lavoro e del progetto #PresentMemory. (Intervista in inglese)

Intervista con Elena Pirazzoli

Durante #PresentMemory abbiamo visitato il Cimitero militare germanico della Futa. Greta ha intervistato la nostra guida, Elena Pirazzoli, che ci spiega la storia e il significato di questo luogo. (Intervista in italiano con sottotitoli in tedesco)

Dopo un “seminario” intenso e gioioso, secondo le parole di Elena Bergonzoni, siamo purtroppo giunti al termine.
Abbiamo quindi deciso di riflettere sulle cose che facevamo ogni giorno e sulle emozioni che provavamo.
Dopo questa sessione, ricca di sentimenti contrastanti, abbiamo chiesto ad alcuni dei partecipanti se si sentivano abbastanza a loro agio da condividere 3 parole che descrivessero al meglio questa esperienza. (Video in tedesco e italiano)