
È difficile persino pensarla, la guerra dei Balcani o della ex Jugoslavia.
Forse perché ci ricorda che la narrazione di una Europa pacificata dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi è evidentemente non corretta; forse perché era lì, vicinissima, in luoghi che fino a quel momento erano luoghi di vacanza e perché ha ricordato a tutt* cosa è una guerra.
𝘌 𝘱𝘰𝘪, 𝘴𝘪̀, 𝘦𝘮𝘦𝘳𝘨𝘦 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘴𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘪 𝘤𝘦𝘤𝘤𝘩𝘪𝘯𝘪 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘦 𝘯𝘰𝘳𝘮𝘢𝘭𝘪, 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘢𝘵𝘶𝘳𝘢 𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 𝘯𝘢𝘳𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘳𝘦𝘴𝘦 𝘱𝘶𝘣𝘣𝘭𝘪𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘢𝘭 𝘥𝘰𝘱𝘰𝘨𝘶𝘦𝘳𝘳𝘢 𝘢𝘥 𝘰𝘨𝘨𝘪. 𝘚𝘶 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘶𝘯𝘵𝘰 𝘤𝘪 𝘵𝘦𝘯𝘨𝘰 𝘢 𝘤𝘪𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘔𝘢𝘳𝘪𝘰 𝘉𝘰𝘤𝘤𝘪𝘢, 𝘧𝘰𝘵𝘰𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘢𝘭𝘪𝘴𝘵𝘢 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘴𝘦𝘨𝘶𝘪𝘵𝘰 𝘦 𝘵𝘦𝘴𝘵𝘪𝘮𝘰𝘯𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘭𝘪𝘵𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘥𝘪𝘴𝘴𝘰𝘭𝘶𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘑𝘶𝘨𝘰𝘴𝘭𝘢𝘷𝘪𝘢 𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦𝘤𝘪𝘱𝘢𝘵𝘰 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘱𝘳𝘰𝘨𝘦𝘵𝘵𝘰: “I cecchini non hanno le orecchie a punta”.
𝘌𝘥 𝘦̀ 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘪𝘦𝘯𝘦 𝘧𝘶𝘰𝘳𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘮𝘪𝘢 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘳𝘤𝘢. 𝘐𝘭 𝘭𝘪𝘮𝘦𝘴 𝘦̀ 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘳𝘪𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘯𝘰𝘪, 𝘶𝘯 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘰, 𝘱𝘰𝘵𝘦𝘯𝘻𝘪𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦, 𝘱𝘰𝘵𝘳𝘦𝘮𝘮𝘰 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘯𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘪 𝘤𝘦𝘤𝘤𝘩𝘪𝘯𝘪. 𝘓𝘰 𝘴𝘱𝘦𝘵𝘵𝘢𝘤𝘰𝘭𝘰 𝘷𝘶𝘰𝘭 𝘧𝘢𝘳 𝘳𝘢𝘨𝘪𝘰𝘯𝘢𝘳𝘦 𝘴𝘶 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰: 𝘤𝘪𝘰̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘦𝘥𝘪 𝘪𝘯 𝘴𝘤𝘦𝘯𝘢, 𝘮𝘢𝘨𝘢𝘳𝘪 𝘶𝘯 𝘥𝘰𝘮𝘢𝘯𝘪 𝘦 𝘱𝘦𝘳 𝘶𝘯𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘴𝘪𝘢𝘴𝘪 𝘤𝘢𝘶𝘴𝘢, 𝘤𝘪 𝘱𝘰𝘵𝘳𝘦𝘴𝘵𝘪 𝘧𝘪𝘯𝘪𝘳𝘦 𝘥𝘦𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘵𝘶. 𝘐𝘭 𝘳𝘪𝘴𝘤𝘩𝘪𝘰 𝘢 𝘤𝘶𝘪 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘯𝘰𝘪 𝘢𝘯𝘥𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘪𝘯𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘰 𝘦̀ 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘵𝘳𝘰𝘷𝘢𝘳𝘤𝘪 𝘥𝘢 𝘶𝘯𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘦 𝘥𝘢𝘭𝘭’𝘢𝘭𝘵𝘳𝘢, 𝘤𝘪𝘰𝘦̀ 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘨𝘨𝘳𝘦𝘴𝘴𝘰𝘳𝘦 𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘢𝘨𝘨𝘳𝘦𝘥𝘪𝘵𝘰. 𝘜𝘯𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘯 “𝗣𝗮𝘇𝗶 𝗦𝗻𝗮𝗷𝗽𝗲𝗿” 𝘵𝘦𝘯𝘨𝘰 𝘢𝘱𝘦𝘳𝘵𝘢.
Roberta Biagiarelli – con queste parole tratte da un’intervista rilasciata a Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa nell’ottobre 2022 – ancora una volta ci ricorda che la guerra è combattuta da esseri umani, e che per questo il lavoro per la pace è pratica quotidiana, difficile e faticosa.
Ringraziamo Roberta per il suo lavoro “Pazi Snaiper” in scena ad ingresso gratuito al teatro del Comune di Marzabotto il 14 gennaio alle ore 20.30, con il sostegno del Comitato Regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto.

