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La risoluzione 1973 del 19 marzo 2011 da parte del Consiglio di Sicurezza dell’Onu autorizza l’intervento militare della Nato in Libia, dove è ormai in corso da più di un mese la guerra civile. Il 20 ottobre Gheddafi viene ucciso a Sirte.
E in Italia si smette di parlare di Libia e di primavera araba.

Ma a che punto siamo?
Soprattutto: chi continua a soffrire per questa situazione?

Abbiamo provato a parlarne con Gabriele Delgrande, giornalista del blog Fortress Europe, da Tunisi, e abbiamo tentato di alzare nuovamente la voce sul destino di migliaia di uomini e donne che muoiono nella più assoluta indifferenza.

Con questa puntata si conclude l’avventura di MemoryOnAir.
Ma non ci stancheremo mai di dire che se non si vuole che il passato ritorni non basta recitarlo. Solamente riportando in noi il carnefice riusciremo a trasformare il dovere di memoria delle commemorazioni, le sue banalizzazioni e sacralizzazioni, in lavoro di memoria che interroga il presente e smaschera quei meccanismi che tracciano il continuum di violenza tra crimini di guerra e crimini di pace, quello stato di eccezione che ancora oggi riduce l’altro a homo sacer, nuda vita sui cui la biopolitica ha il potere di decidere quando cessa di essere degna di essere vissuta e può essere lasciata morire, divenendo ab-bandonabile alla morte “suicida” in cella o alla morte per sete e annegamento nel canale di Sicilia.