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Elena Monicelli
Attività

Giornata della Memoria 2015

27.01.1945 – 2015: quale eredità da questi 70 anni?

Questi 70 anni ci hanno mostrato molte versioni della memoria (o dell’oblio) della Shoah, accomunate però dal fatto di essere funzionali agli interessi, alle sensibilità e ai progetti di chi le gestiva, proponendo cioè la selezione di una propria Verità rispetto alle molteplici voci.

Crediamo che dopo 70 anni sia arrivato il tempo di ritrarre la foga con cui vogliamo spiegare, giustificare, condannare. Crediamo sia arrivato il tempo di smettere di fare di tutto per disinnescare il potenziale trasformativo della memoria del passato solo perché pone dei dubbi al nostro presente e al nostro futuro. E per farlo proponiamo un’azione comune, non una lezione.

3 laboratori
Queste proposte sono rivolte a gruppi di studenti e adulti composti dalle 20 alle 40 persone e durano circa 2 ore.
Si realizzano in uno spazio in cui sia possibile fare un cerchio con le sedie per tutti i/le partecipanti.
Per ciascun laboratorio è previsto il versamento di un contributo da concordare.
Per saperne di più, clicca sul titolo del laboratorio che ti interessa e leggi la descrizione:

“La Zona Grigia”
La Zona Grigia è un progetto educativo rivolto agli/alle studenti (a partire dalla terza media) e agli adulti. Non è una lezione o conferenza-spettacolo, come comunemente si intende, ma è un esperimento di teatro e di educazione alla memoria attiva. Il metodo che META (MemoriaEducazioneTeatroAzione) applica per far nascere dubbi, domande, curiosità e aiuta a rompere stereotipi e luoghi comuni, deriva dall’unione di due esperienze professionali diverse ma affini: quella di Archivio Zeta (nell’ambito del Teatro di Parola) e quella della Scuola di Pace di Monte Sole (nell’ambito dell’educazione alla memoria e alla responsabilità individuale). META crede alla memoria come strumento educativo per il presente, campo morale da cui emergono i contrasti, le contraddizioni, le paure, i sintomi dell’essere umano nel tempo e nello spazio che lo riguardano. Partendo dall’ultimo libro che Primo Levi ci ha lasciato, I sommersi e i salvati, e in particolare dal capitolo La Zona Grigia, cuore discusso e snodo di tutto il pensiero di Levi, inizia in forma teatrale il racconto della vicenda umana, politica e morale di Chaim Mordecai Rumkowski, presidente del ghetto di Łódź, autocrate e complice del nazismo, personaggio che Levi assume come simbolo per farci riflettere sulla zona grigia. Lo spazio della narrazione è il cerchio all’interno del quale spettatori e spettatrici (ragazzi/e, adulti, persone di ogni età) vedono dipanarsi attraverso oggetti, foto, carte, brani di discorsi pubblici, il mondo e l’umanità del ghetto di Łódź negli anni della seconda guerra mondiale. Si andrà formando una sorta di pannello della memoria che faciliterà i passaggi e le assonanze. Ci concentriamo su questa storia perché la vicenda di Rumkowski pone una serie di problemi legati alla vuota retorica del “Male Assoluto” oppure dell’ “Inferno”, del “Mai Più”, tutti stereotipi e semplificazioni di un dibattito che tende ad estremizzare i termini per meglio tranquillizzare e quindi deresponsabilizzare. Le domande che Primo Levi lascia aperte nel finale del capitolo saranno la materia del dibattito/laboratorio che, senza soluzione di continuità, si animerà nella seconda parte dell’incontro: il mondo non si divide in bianco e nero ma si apre una zona di ambiguità, una zona grigia che dobbiamo imparare a riconoscere in noi stessi, nei nostri comportamenti, nelle reazioni. I partecipanti diventeranno parte attiva e dovranno mettersi in gioco, in discussione, attraverso attività di educazione non formale (brainstorming, giochi cooperativi, discussione ecc..).
Per informazioni e prenotazioni: info@archiviozeta.eu e/o +39 334 9553640

“La memoria dei dimenticati”
“La memoria dei dimenticati”. Siamo in una cittadina italiana, dopo il 1943. Le autorità decidono di avviare alla deportazione i rinchiusi in un centro di smistamento verso i campi di sterminio. La parte di popolazione non a rischio deportazione è stata avvisata. Alcune famiglie vogliono provare a nascondere e aiutare gli altri, altre famiglie pensano che sia troppo rischioso e che non valga la pena di rischiare così tanto per persone tanto diverse da loro. Attraverso un semplice gioco di ruolo viene chiesto ai partecipanti di decidere sul da farsi. Una volta raggiunta la decisione, dopo una breve restituzione e discussione, si rivela ai partecipanti che le persone da deportare non erano ebrei, ma… Le reazioni a questo svelamento possono essere molteplici: spiazzamento, affermazioni fatte in tono scherzoso sul fatto che fosse giusto salvare ebrei ma non “gli altri”, fastidio “per la presa in giro”… Da qui si passa ad una riflessione complessa sulla stereotipizzazione, l’appiattimento e la banalizzazione del fenomeno della Shoah e dei suoi simboli. Al tempo stesso la riflessione approfondirà i meccanismi di funzionamento degli stereotipi e dei pregiudizi, che oggi come in passato, agiscono in ciascuno di noi. L’idea è quella di passare dallo spesso retorico Mai Più al chiedersi incessantemente: perchè ancora? Come è stato ed è possibile?
Per informazioni e prenotazioni elenamonicelli@montesole.org

“Il calendario della memoria”
“Il calendario della memoria e le sue forme”. La Scuola di Pace di Monte Sole, che da anni si interroga sulle potenzialità educative di una memoria tragica ai fini di una formazione alla cittadinanza, ha sviluppato una riflessione sulle problematicità delle commemorazioni rispetto all’efficacia di una reale costruzione di una cultura di pace. Cosa proporre per trasformare l’evento commemorativo che le ricorrenze istituzionalizzate prevedono, da “dovere di memoria” in “lavoro di memoria”? Cosa fare per attivare cioè una reale riflessione individuale e collettiva sulle ragioni che hanno reso possibile quella violenza estrema e sollecitare gli stessi interrogativi sul proprio contesto qui e ora? Attraverso alcune attività di stimolo basate su semplici tecniche cooperative, il gruppo verrà aiutato a sviluppare una discussione per indagare alcune importanti questioni: perchè una comunità decide di ricordare? Come si decide cosa ricordare? Chi prende questa decisione? Come si può ricordare, quali sono le maniere “più corrette”? I modi di ricordare hanno delle conseguenze sul presente delle persone che ricordano o sono neutri? La memoria della seconda guerra mondiale e del fenomeno della Shoah ha degli obbiettivi? Quali sono? Come si lega alla nostra quotidianità?
Per informazioni e prenotazioni elenamonicelli@montesole.org


25 Novembre 2014
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https://www.montesole.org/wp-content/uploads/2017/09/logo.gif 0 0 Elena Monicelli https://www.montesole.org/wp-content/uploads/2017/09/logo.gif Elena Monicelli2014-11-25 09:40:292018-01-11 17:57:38Giornata della Memoria 2015

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