Laboratorio per bambini e bambine

Quando si lavora nell’ambito dell’educazione alla pace, forma e sostanza, metodo e contenuto devono diventare la stessa cosa.
Ecco perché nutriamo un certo scetticismo rispetto alla formula dei “concorsi” per la pace: il disegno migliore, lo scritto migliore, la foto migliore, dove in pochissimi saranno premiati.
Il rischio è di insegnare che solo pochi ce la fanno, mentre la pace dovrebbe essere per tutti/e.
Di conseguenza, il rischio è anche di fermarsi all’invocazione della pace, come dono dall’alto, anziché impegnarsi nella sua costruzione.
La pratica della pace richiede forse fatica, ma soprattutto creatività.
In questo laboratorio proveremo insieme a rispondere a questa domanda e a sperimentare i diversi significati della parola pace attraverso giochi cooperativi o non competitivi. Dopo una riflessione partecipata, svolgeremo un’attività creativa per rielaborare ciò che abbiamo imparato.

Laboratorio per ragazzi e ragazze

Quando si lavora nell’ambito dell’educazione alla pace, forma e sostanza, metodo e contenuto devono diventare la stessa cosa.
Ecco perché nutriamo un certo scetticismo rispetto alla formula dei “concorsi” per la pace: il disegno migliore, lo scritto migliore, la foto migliore, dove in pochissimi saranno premiati.
Il rischio è di insegnare che solo pochi ce la fanno, mentre la pace dovrebbe essere per tutti/e.
Di conseguenza, il rischio è anche di fermarsi all’invocazione della pace, come dono dall’alto, anziché impegnarsi nella sua costruzione.
La pratica della pace richiede forse fatica, ma soprattutto creatività.
La pace non è facile. O forse sì, se capiamo come allenarci e abituarci a vivere nelle nostre comunità, nei nostri gruppi, in armonia e rispetto, se capiamo come contribuire al cambiamento. Proveremo a esercitarci alla collaborazione mediante giochi e a sperimentare cosa vuol dire per ognuno di noi la parola pace.

Laboratorio per adulti/e

Alla pratica della memoria spesso viene demandata una funzione civile: che si tratti di visite ai luoghi di memoria, di ricorrenze, di monumenti il tentativo di usare il ricordo di eventi passati per guidare i comportamenti degli esseri umani nel presente è sempre esistito.
Il calendario civile in questo senso potrebbe essere considerato come elemento strutturale dell’educazione alla pace. Nella realtà dei fatti non è così semplice, poiché quello che si attiva in noi esseri umani rispetto al ricordo di accadimenti passati non è sempre prevedibile: è intrecciato alle nostre memorie familiari e individuali, alle nostre emozioni.
Soprattutto “non impariamo dall’esperienza… impariamo dalla riflessione sull’esperienza” (John Dewey).
Vi invitiamo quindi a riflettere con noi su come strumenti come il calendario civile possano contribuire all’educazione alla pace e alla cittadinanza.