[mp3_embed playlst=”https://www.montesole.org/puntate_memory/Memory_On_Air_2012_06_06.mp3″ id=”1″ color=”#e48801″ nums=”1″ ] Ascolta la puntata

Il femminismo in Italia durante e dopo l’era berlusconiana, fra il mutamento sociale dei rapporti fra i sessi e la riscrittura neoliberale e postfordista della libertà femminile. Occhi internazionali su un case-study sintomatico delle tendenze globali in un convegno multidisciplinare a Bologna.

Ti definiresti femminista? In Full Frontal Feminism (Seal Press, 2007), Jessica Valenti, giovane femminista e blogger italo-americana, risponde alla domanda in modo provocatorio e un po’ sornione: «Il femminismo è qualcosa che definisci per te stessa», infatti «se sei femminista, la tua vita di tutti giorni è migliore. Prendi decisioni migliori. Fai sesso meglio». Un altro saggio del Valenti-pensiero: «C’è qualcosa di sbagliato nell’essere brutte, grasse o pelose? Naturalmente no. Ma siamo oneste: nessuno vuole essere associato con qualcosa che è considerato sfigato o non attraente. Fatto sta che le femministe sono donne davvero in gamba (e attraenti!)».
da Il Manifesto del 6 giugno 2012, grazie a Nicoletta Marini-Maio e ad Ellen Nerenberg