
05.10.1944 – 05.10.2024
A Monte Sole abbiamo spesso proposto in passato un gioco che prevedeva la creazione di due gruppi immaginari, sferlandesi e spigolani, che poi dovevano accordarsi per trasferirsi nel pianeta di Monte Sole. I bambini e le bambine avviavano una fase costituente, con la creazione di regole per vivere assieme e poi si partiva per il nuovo pianeta di Monte Sole.
A San Martino o a Casaglia, Franco Lanzarini – sopravvissuto a Villa Serana – aspettava i gruppi di bambini/e, che avrebbero poi esposto le loro regole, e sarebbe stato lui a decidere se erano compatibili con il nuovo pianeta di Monte Sole, spiegando ai/lle bambini/e cosa era successo.
Quando li/le incontrava esordiva sempre allo stesso modo: “Cosa siete venuti a fare?”, con la faccia seria e quel suo modo burbero.
Una volta, nel corso del campo 2009 con adolescenti israeliani/e, palestinesi, nordirlandesi, italiani/e e tedeschi/e, dopo aver raccontato la sua storia, disse “Devo andare via, non ce la faccio”.
Alla richiesta di ulteriori spiegazioni lui risponde: “Vedere l’educatore tedesco con il berretto militare, sentirlo parlare tedesco, mi fa ricordare”.
L’educatore tedesco è in realtà per metà persiano, il berretto verde militare veniva da Cuba.
Ma l’associazione tra la lingua tedesca e quel berretto che aveva il colore delle uniformi da soldato avevano creato un corto circuito emozionale in cui Franco si era ritrovato a Monte Sole, a sette anni, nei giorni della strage e da quel ricordo aveva bisogno di allontanarsi, anche fisicamente.
Franco Lanzarini per la scuola di Pace è stato una figura fondamentale, a riprova del suo impegno contro le violenze, simili a quella subita da Lui e dalla sua famiglia.

