
30.09.1944 – 30.09.2024
Il ricordo più vivo che abbiamo di Salvina Astrali, sopravvissuta nel borgo di Caprara, è forse quello legato alla proiezione del video “Quello che abbiamo passato” in cui le operatrici di @comunicattive la riprendono mentre, seduta sulla poltrona, ride e fuma.
Quasi tutti coloro a cui abbiamo proposto il video, in quel momento della proiezione, ridono. Forse la risata degli/lle spettatori/trici è per prendere il fiato, per stemperare la densità tragica dei racconti dei sopravvissuti e delle sopravvissute. Forse è perché in quel momento Salvina ci coglie di sorpresa, mostrandosi nella sua normalità e uscendo dalla rappresentazione della testimone/sopravvissuta per diventare anche persona.
C’è un altro passaggio cruciale in quel video, che spesso ripetiamo a noi stessi come un ritornello: “Spiegatelo pur bene ai vostri bambini, a quelli che vengono davanti… dietro da noi”.
Salvina voleva forse dire che la storia di Monte Sole deve essere raccontata alle generazioni successive, ma quel suo lapsus ce lo teniamo caro, perché in realtà la storia di Monte Sole è educativa per chiunque, anche per chi già la conosce.
Va detta bene, sì, anche a noi stessi ogni tanto, quando siamo tentati/e di scordarci del suo significato.
Cara Salvina, ci manchi.
Sappi però che lo diciamo bene.
Sappi che, come la tua famiglia, cerchiamo di farci carico del tuo lascito con grazia e serietà, sempre ricordando la tua risata.
[per vedere il video: https://youtu.be/kdTLZ1TbSSY?feature=shared]

