Durante il corso di tutta la sua vita Giuseppe Dossetti ha abitato molti luoghi.

Genova, dove era nato; Cavriago, Bologna e Milano dove si è formato; Reggio Emilia, dove ha resistito; Roma, dove ha militato; Monteveglio, la Giordania e l’India dove ha studiato e meditato.

Ha deciso poi però di dimorare a Monte Sole, al Cimitero di Casaglia.
Ha deciso cioè di trattenersi, facendosi esso stesso silenzio, nel silenzio di quella terra.

Chiunque abbia fatto esperienza di Monte Sole, tuttavia, sa che quel silenzio è un silenzio colmo di domande che ispirano l’azione, di quesiti aperti che invitano all’esplorazione della complessità.

Ecco allora che abbiamo pensato, per questo 2 giugno 2020, di allontanarci dai rombi superficialmente patriottici per scandagliare la tela di un’opera d’arte: la Carta Costituzionale.

Dossetti riteneva, come molti e molte altre, che la Costituzione fosse lo sviluppo della Resistenza.
Riteneva infatti che questa, intesa come lotta di popolo, si fosse compiuta definitivamente proprio nella carta fondamentale, intesa come un grande atto di riconciliazione.

Accogliendo l’invito a prendere parte all’iniziativa #RaccontiamolaRepubblica promossa dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e da Raccontiamo la Resistenza, abbiamo chiesto ai fratelli della Piccola Famiglia dell’Annunziata, famiglia di elezione di Giuseppe Dossetti dal 1956, di aiutarci nella lettura di alcuni articoli della Costituzione e di alcuni concetti che per Dossetti erano fondamentali.

Stateci accanto nel festeggiare, ossia nel condividere e partecipare, la Repubblica, unica forma istituzionale – sempre nella convinzione di Dossetti – in grado di garantire giustizia sociale, riforme e godimento dei diritti umani.