
29 settembre 1944 – 29 settembre 2023
𝐷𝑖𝑝𝑖𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑒 𝑟𝑖𝑣𝑒
𝑆𝑜𝑛 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑢𝑚𝑎𝑛𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒
𝐿𝑒 𝑚𝑎𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑜𝑟𝑡𝑖 𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑒.
𝑄𝑢𝑖 𝑚𝑖𝑟𝑎 𝑒 𝑞𝑢𝑖 𝑡𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑎,
𝑆𝑒𝑐𝑜𝑙 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑏𝑜 𝑒 𝑠𝑐𝑖𝑜𝑐𝑐𝑜,
𝐶ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑖𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎
𝐷𝑎𝑙 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟 𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑛𝑛𝑎𝑛𝑡𝑖
𝐴𝑏𝑏𝑎𝑛𝑑𝑜𝑛𝑎𝑠𝑡𝑖, 𝑒 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑎𝑑𝑑𝑖𝑒𝑡𝑟𝑜 𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑖,
𝐷𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑛𝑎𝑟 𝑡𝑖 𝑣𝑎𝑛𝑡𝑖,
𝐸 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑒𝑑𝑒𝑟 𝑖𝑙 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑖.
[La ginestra, o fiore del deserto – Giacomo Leopardi]
Nel periodo che segue la seconda guerra mondiale viene diffusa la convinzione che non ci saranno più guerre, che la violenza irreparabile subita dai civili non si ripeterà.
Nelle narrazioni familiari l’espressione utilizzata è “quando c’era la guerra”, una dimensione quasi atemporale che dimostra tutta la volontà di prendere le distanze non tanto da un periodo ancora vicino, ma da una condizione lontanissima.
In realtà le guerre non sono mai cessate, così come esiste da sempre chi vi si oppone.
Spesso chi viene in visita a Monte Sole esprime la stessa sicurezza del dopoguerra: le guerre non ci sono più, e se ci sono, sono lontane da noi.
Viene da interrogarsi su cosa significhi “lontano”, in questi anni dove tutto è vicino, dove si può assistere in diretta a violenze e uccisioni.
Le guerre ci sono, ci riguardano, ci coinvolgono e non esiste un angolo del pianeta che possa ritenersi immune dal rischio di una guerra.
In quest’ottica, i movimenti pacifisti possono essere ritenuti sostenitori di utopie e a questo punto occorre considerare l’utilità dell’utopia, che forse non sarà realizzata, ma la lotta per la pace e i diritti umani rappresenterà una pressione politica costante a contrasto dell’impotenza appresa che sembra caratterizzare la nostra condizione.

