Il 13 dicembre 2002 nasceva la
FONDAZIONE SCUOLA DI PACE DI MONTE SOLE
grazie al lavoro e all’impegno di attiviste e attivisti della società civile, di insegnanti ed educatori ed educatrici,
al sostegno e alla volontà di enti e istituzioni.
Grazie a tutte e tutti voi per esserci stat*.
Buon compleanno e 100 di questi giorni!
La nostra storia si compone di tanti incontri, di tante riflessioni, di innumerevoli esperienze. Nessuno di questi momenti è indipendente dagli altri e l’unico modo per tentare di restituire la lunga strada fin qui percorsa ci è sembrata quella di comporre un quadro che fosse a metà strada tra un puzzle e un memory (sic!): occorrono tutte le tessere per ottenere l’immagine completa e al tempo stesso, voltando tessera per tessera si troveranno affinità, collegamenti, analogie e legami.
A voi scoprirli e sperimentarli!
COEDUCARCI A MONTE SOLE
L’originalità del progetto della Scuola di Pace consiste nel fare educazione su un luogo di memoria
L’originalità del progetto della Scuola di Pace consiste nel fare educazione su un luogo di memoria del quale si prendono in considerazione tutte le stratificazioni, non ultima la sua rinascita come luogo di bellezza e di pace. In questo senso, il luogo non è un ambiente neutro e sostituibile, ma predispone già chi prende parte alle attività all’ascolto e al riconoscimento degli e delle altr* partecipanti.
Le modalità che utilizziamo di preferenza conducono quindi alla coeducazione: tutt* fanno parte di un processo di apprendimento collettivo e reciproco nel quale i/le facilitatori/trici imparano quanto i/le partecipanti. Informazioni e nozioni non vengono trasmesse, ma messe a disposizione di tutt* per avviare un processo di riflessione.MONTE SOLE COME SFONDO
Il senso ultimo di ciò che facciamo
Non sempre le nostre attività prevedono il racconto completo ed esplicito di quanto avvenne a Monte Sole. Tuttavia, anche quando non si narra nei dettagli la storia del luogo, essa è comunque presente: Monte Sole come sfondo integratore che “tiene insieme” tutte le componenti del nostro lavoro.
Svolgiamo principalmente attività laboratoriali sui luoghi, conservando una dimensione intima, a piccoli gruppi.
Non tutte le attività, tuttavia, sono possibili in ogni sito. Alcuni richiedono silenzio e ascolto, altri si prestano anche ad attività ludiche.
Sono proprio le stratificazioni della memoria che consentono attività di diverso genere, che conservano la finalità educativa: iniziative culturali come convegni, presentazioni di libri, spettacoli e concerti.
A Monte Sole, laboratori su gestione dei conflitti, esercizi cooperativi, diritti umani, stereotipi e pregiudizi, propaganda, costituzione, dinamiche di gruppo, emozioni, autostima hanno un senso più completo e complesso.LA STORIA, LE MEMORIE
♦ Lo studio della storia del ‘900, la relazione con i/le sopravvissuti e con i loro familiari, l’analisi delle politiche e delle poetiche del ricordare sono le componenti fondanti e motrici dell’elaborazione educativa.
Negli anni abbiamo collaborato con e sostenuto l’Associazione Familiari , così come da loro siamo stati stimolati e supportati.
Il documentario “Quello che abbiam passato” è per noi uno strumento fondamentale per esplorare i nodi del ricordare, sia a livello individuale che collettivo, sia nel contesto locale che in quello nazionale e internazionale.♦ Dal 2008 è con noi un/a volontario/a in servizio civile dall’Austria, inviato dall’associazione Gedenkdienst di Vienna, che promuove la riconciliazione e la riparazione attraverso un reale e concreto lavoro di memoria.
♦ Dal 2019 la Scuola di Pace è partner del progetto dell’Università di Colonia “Le stragi nell’Italia occupata 1943-1945 nella memoria dei loro autori” finanziato dal Fondo italo-tedesco per il futuro del Ministero degli affari esteri della Repubblica federale tedesca.
Insieme al gruppo di ricerca guidato dal prof. Carlo Gentile, abbiamo elaborato e stiamo lavorando sull’approccio educativo possibile rispetto allo sguardo sui perpetratori, su chi la violenza l’ha praticata.
→ Seminario internazionale “TRA RACCONTI E SILENZI DI CHI C’ERA. Le nuove generazioni davanti alle responsabilità dei Täter e i traumi delle vittime”: qui i video degli incontri.
→ Seminario per insegnanti ed operatori/trici museali: “ACCERTAMENTO PROVVISORIO. Documenti militari, giudiziari ed ego-dokumente sui perpetratori per l’educazione alla memoria”. Trovate gli interventi di presentazione del sito di progetto nella playlist dedicata, così come trovate il focus tematico su Walter Reder nella playlist dedicata. Entrambe sul nostro canale Youtube.COEDUCAZIONE IN CONTESTI FORMALI
Dalla scuola dell‘infanzia all’università, percorsi di crescita individuale e comunitaria
Il ruolo pedagogico di un luogo di memoria come Monte Sole non si limita al mondo della scuola ma quello con il sistema educativo formale è un rapporto intenso, profondo e radicato. Usando i contenuti come strumenti e non come fini, decostruendo cornici e non detti, è possibile dialogare e crescere, al di là di ruoli e valutazioni.
Nello sviluppare le macrotematiche che si intrecciano tra loro, continuamente e in maniera naturale, nella pratica educativa (educazione alla/e memoria/e, educazione alla cittadinanza, educazione ai diritti umani, educazione alla trasformazione non violenta dei conflitti) affrontiamo diversi ambiti che contribuiscono alla crescita della persona, individualmente e in comunità: riconoscimento della parte emotiva, autostima, resilienza, stereotipi e pregiudizi, propaganda, dinamiche di gruppo e cooperazione.Abbiamo lavorato con scuole di ogni ordine e grado sia nel contesto nazionale che europeo, con percorsi giornalieri o residenziali, pluriennali e multiclasse.
Abbiamo accolto studenti da diverse università italiane ed estere, con percorsi di approfondimento disciplinare o in formazione permanente.
Numeros* tirocinanti hanno arricchito le nostre giornate.La nostra videopillola di presentazione, il modulo per costruire il vostro percorso con noi.
COEDUCAZIONE IN CONTESTI INFORMALI E NON FORMALI
Associazioni, gruppi religiosi, sindacati, gruppi spontanei di cittadin*: la formazione permanente
L’idea stessa della Scuola di Pace è nata negli anni novanta, momento di grande vitalità del movimento pacifista, dopo la Guerra del Golfo e le Guerre dei Balcani.
Si deve ad alcune associazioni l’intenzione di lavorare sui conflitti, in un luogo che ne aveva subito uno terribile. E questa origine ci lega profondamente all’attivismo della società civile, con cui condividiamo pezzi di strada importanti. Tra i molti gruppi incontrati, ci piace segnalare alcune tra le cooperazioni più durature e proficue come quella con Amnesty International Italia, Libera, Scubo, Copresc, Avvocato di Strada, Cesd.Quando si pensa alla formazione, il discorso principale si focalizza sulle competenze in chiave di qualificazione o riqualificazione lavorativa.
Saltuariamente si considerano i formandi di ogni età come un soggetti in evoluzione e difficilmente si ritiene che le innumerevoli sollecitazioni e situazioni in cui un essere umano è coinvolto/a possano sclerotizzare emozioni, sentimenti e comportamenti. Raramente si ritiene che sia proprio questa sclerotizzazione – e non le nuove generazioni prive di valori – a contribuire al rafforzamento di una società sempre più lontana dalla solidarietà, dal rispetto, dall’uguaglianza e dalla giustizia.
Ecco perché la Scuola di Pace si rivolge ai gruppi informali intesi nella più ampia accezione possibile, proponendo percorsi che sicuramente possono aiutare anche nei contesti più strutturati perché costruiti proprio per aiutare l’elasticità emozionale e la vivacità delle riflessioni.♦ “Chances for Changes“, progetto nato come seminario di formazione per attivist* ed educatori/trici, è diventato una rete permanente di confronto ed aggiornamento tra collegh* e istituzioni partner di Irlanda del Nord, Israele, Italia, Palestina, Serbia, Turchia.
CAMPI RESIDENZIALI
Vivere Monte Sole, vivere a Monte Sole
Una cultura di pace non è una cultura che nega l’esistenza del conflitto. Al contrario, essa ci insegna a riconoscerlo e accettarlo, come presenza costante e non necessariamente negativa in sé, purché ne diventiamo consapevoli, impariamo a riconoscerne i diversi aspetti, ad agire su di essi, trasformandoli in modo creativo, in forme non violente; purché impariamo a comprendere ed accettare che esso appartiene alla quotidianità del nostro vivere. Come dice Charles Villa-Vicencio, dopo la sua esperienza alla Commissione Verità e Riconciliazione in Sudafrica, «riconoscere la possibilità del male in ciascuno di noi chiama in causa l’importanza di assumerci l’impegno di fare in modo che il male del passato non debba più ripetersi in futuro».
Il lavoro internazionale sui conflitti e sulla riconciliazione è quello che ha dato vita alla Fondazione e continua a caratterizzarne l’approccio e la metodologia.
→ Campi di dialogo con giovani italian*, tedesch*, israelian* e palestinesi (dal 2001).
→ Campi di dialogo con giovani italian*, tedesch*, serb* e albansi del Kosovo (dal 2004 al 2008).
→ Campi di cittadinanza attiva con giovani europe*. #EU2BE è un esempio di riflessione e attivismo, con la produzione della mostra This scream in actionIn questa prospettiva, è fondamentale considerare che tra i fondatori della Scuola di Pace, c’è lo STATO TEDESCO DELL’ASSIA, gemellato con la Regione Emilia-Romagna dal 1992. Da sempre sostiene queste iniziative, compresi numerosi campi binazionali italo-tedeschi.
Questi progetti sono stati e sono sostenuti dal finanziamento europeo ERASMUS+
INIZIATIVE CULTURALI
Teatro, musica, conversazioni, convegni
♦ Per la scuola di Pace parlare di memoria significa agire sul presente ed è per questo che gli eventi culturali sono improntati non alla trasmissione di un sapere – scientifico o artistico che sia – ma sulla partecipazione, promuovendo la responsabilità e l’attenzione nell’uso della parola e dell’immagine. Che si tratti di appuntamenti del calendario civile o di eventi e rassegne create ad hoc, lo sguardo non rimane fisso sul passato ma si sposta a scandagliare il quotidiano e il mondo in cui viviamo.
→ La giornata della memoria e la giornata del ricordo, ovvero laboratori per la decostruzione del “nemico”.
→ La festa della liberazione: da “Porta un fiore a Monte Sole” ai “Percorsi antifascisti”, ovvero la Resistenza e le resistenze in tutte le declinazioni. La pandemia ci ha impedito la festa, ma non l’impegno e la vicinanza: 25 aprile 2020 e 25 aprile 2021 sono a disposizione per la vostra esplorazione.
→ Rassegna “Senza fretta“, ovvero ripartire da Monte Sole attraverso laboratori, spettacoli, letture e conversazioni. Le edizioni 2019, 2019/artedition, 2020, 2021 e 2022 raccontano di 4 esatti in collina con voi.
→ Commemorazioni per l’Anniversario degli Eccidi, ovvero la trasformazione dell’empatia per il dolore delle vittime in forza agente sul presente e sul futuro.♦ La responsabilità per la parola e le immagini ha portato anche ad una serie di pubblicazioni, nazionali e internazionali, che provano a contribuire alla costruzione di una cultura di pace.
♦ Una presenza costante e amica è stata ed è quella di ArchivioZeta, compagnia teatrale con cui abbiamo costruito il progetto META, MemoriaEducazioneTeatroAzione.
Ne fanno parte: “La Zona Grigia“, “L’uomo e le cose“, “Pilade/Pasolini“, “Al cuore della tenebra“, “Nidi di ragno“, “Nidi di ragno/2“, “Nidi di ragno/3” e “Le ceneri di Atena“.MONTE SOLE IN TRASFERTA
La coeducazione come originale approccio alla cooperazione internazionale
La metodologia e le attitudini maturate dalla Scuola di Pace l’hanno resa soggetto interessante sia nell’ambito della formazione educativa che in quello della cooperazione internazionale. Concetti come quello della coeducazione, della riconciliazione, della gestione delle memorie, della costruzione di una cultura di pace, dell’incontro interculturale possono essere sviluppati in contesti differenti, a patto di portare con sé l’intelligenza che deriva da Monte Sole. Diventa così possibile contribuire alla costruzione della coesione sociale e delle reti relazionali necessarie alla crescita delle persone e delle comunità di intervento.
♦ European Youth Weeks. Campi di cittadinanza attiva (Heppenheim, Germania) per giovani adult* provenienti da Italia, Germania, Francia, Polonia, Bulgaria, Romania, Grecia, slovenia, Croazia e Spagna.
♦ Connect – Cooperation Network for citizenship Education and non-formal Trainings. Seminari di formazione educativa svolti con i partner di rete in diversi paesi come europei come Spagna, Slovenia, Romania, Francia, Germania, Russia.
♦ Cambogia. Formazione per insegnanti e operatori/trici museali, grazie a The Global Initiative for Justice, Truth and Reconciliation
♦ Turchia: Formazione per giovani attivist*: PeaCE Net, grazie a beraberce
♦ Mozambico: Formazione per insegnanti e società civile:“Cultura e paz de mao dadas rumo ao desenvolvimento de Gorongosa”, grazie a Helpcode
♦ Guinea. Formazione a distanza per insegnanti e attivist* della memoria: Memory will teach us something, grazie a The Global Initiative for Justice, Truth and Reconciliation
♦ Russia/Ucraina: Formazione per giovani attivist* per il dialogo e la pace: Time of Changes. Europe of Changes, grazie a German-Russian exchange
♦ Libia: TAMSALL – Towards A new Multilevel Shared Approach for Libya Local Governance, grazie ad Art-ErLA RICERCAZIONE
Reti e progetti per la coeduzaione alla pace
♦ Dal 2006 la Fondazione è tra i membri dell’INTERNATIONAL COALITION OF SITES OF CONSCIENCE e dal 2015 è tra i fondatori della sottorete europea. Grazie a questa rete sono stati possibili seminari e formazioni, viaggi studio e scambi di buone pratiche sia a Monte Sole (2008 e 2018) che all’estero.
♦ Dal 2016 la Scuola di Pace è ANTENNA INFORMATIVA del Centro regionale contro le discriminazioni dell’Emilia Romagna. Grazie alla Città Metropolitana di Bologna e al Settore Diritti, cooperazione e nuove cittadinanze e al Centro Interculturale Zonarelli del Comune di Bologna, far parte di questa rete ha permesso di prendere parte a numerose iniziative e progetti che hanno la coeducazione alla base, tra cui:
→ Manuale per attivisti antidiscriminazione: progetto per le scuole superiori del territorio bolognese dal 2017 (il video qui, pw:Manuale e qui il volume di pedagogia)
→ SUPER – SUPporting Everyday fight against Racism, in cui abbiamo svolto moduli di formazione per forze dell’ordine e funzionari dei servizi al cittadino degli enti territoriali bolognesi.♦ “SO-CLOSE. Enhancing Social Cohesion through Sharing the Cultural Heritage of Forced Migrations” è un progetto finanziato dal programma dell’Unione Europea Horizon2020 – ricerca e innovazione (accordo No. 870939) che ci ha visto al lavoro dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2022. Per scoprire ogni anfratto del progetto potete consultare il sito ufficiale, mentre per una sua sintesi in italiano abbiamo creato la pagina qui.
Dalle esperienze traumatiche di Monte Sole per mettersi in ascolto dei racconti vicini che le persone migranti fanno di sé, un viaggio lungo migliaia di vite:
→ Tante strade, tante storie
→ Le storie in mostraE I PROSSIMI 20 ANNI?
Sono tutti da scrivere.
Facciamolo insieme
