
02.10.1944 – 02.10.2024
“…ho pensato molto a quello che succederà dopo.
Io, come Jungmann [grado delle Napola, istituti di educazione politica del partito nazista equivalenti alle scuole superiori], non dovrei neanche averli certi pensieri.
Ma ho la sensazione che la nostra visione del mondo, la nostra fiducia nello Stato e la nostra fede nella vittoria debbano dimostrarsi ora.
Non che io abbia dei dubbi – come Jungmann sono ben al di sopra di questo – ma mi trovo di fronte a un enigma.
Fai attenzione – questi sono pensieri molto sciocchi, ma in qualche modo bisogna che escano.
Benché finora l’eventualità di morire in guerra l’avessi messa in conto, e non mi causava molti problemi, perché sapevo che dopo la mia morte sarebbe sorto per chi rimaneva un mondo migliore…”
[lettera di soldato del reparto corazzato della 16a divisione granatieri, 30.03.1944]
I concetti di assolvimento del proprio dovere, di eroismo e di sacrificio non sono valori di per sé.
Anche i nazisti e le naziste erano convinte di fare la cosa giusta, di agire per la costruzione di un mondo migliore, di non potersi permettere dubbi rispetto alla lettura del mondo che gli veniva offerta.
Monte Sole non ci chiede di essere eroi o eroine ma di allenare una coscienza vigile rispetto alla nostra e altrui presenza nel mondo, in modo da riconoscere uguale dignità e diritti a tutti gli esseri umani.
Grazie a Carlo Gentile, Elena Pirazzoli, Udo Gümpel e a tutto il team di ricercatori e ricercatrici del progetto NS-Täter in Italien 1943-1945, con cui proviamo ad esplorare le cruciali domande: “come è stato possibile?”, “come è ancora possibile?”.
[
archivio personale del regista Nils Olger]

