
Šuhra, presidente dell’Associazione Donne del Podrinje di Bratunac (Žene Podrinja iz Bratunca);
Nura, presidente dell’Associazione Donne di Srebrenica (Žene Srebrenice);
Fadila, presidente dell’Associazione Madri di Srebrenica ( Majke Srebrenice);
Šehida, componente del direttivo del Movimento delle madri delle enclave di Srebrenica e Žepa (Pokret majki enklava Srebrenica i Žepa);
Muamer, direttore dell’Istituto per la ricerca dei crimini di guerra (Institut za izučavanje ratnih zločina);
Mirsad, attivista e giornalista;
Almir, coordinatore del Consiglio/Dipartimento per il dialogo del Srebrenica Memorial Center
queste le persone che lo scorso aprile abbiamo accompagnato sui sentieri di Monte Sole, grazie alla collaborazione con Arci Bolzano-Bozen.
Più che in altre occasioni, è stato difficile trovare l’equilibrio tra il silenzio e le parole.
Il silenzio, che è quella voce così assordante di Monte Sole e allo stesso tempo sembra essere l’unica culla possibile per un dolore irrimediabile.
Le parole, che vogliono interrogare l’umano, che cercano ragioni, risposte e giustizia.
#NeverForgetSrebrenica, a Monte Sole, troverà sempre casa ed impegno per non lasciare che i crimini e i criminali, l’orrore e l’impunità abbiano il sopravvento.

