Se solo fosse così semplice. Se solo vi fossero persone cattive, che insidiosamente commettono azioni cattive e fosse solo necessario separarle dal resto di noi e distruggerle. Ma la linea che divide il bene dal male passa tagliente attraverso il cuore di ogni essere umano. Infondo è solo per il modo in cui sono andate le cose che gli altri sono stati assassini e noi non lo siamo stati.

A. Solzenicyn, Arcipelago Gulag

Riconoscere la possibilità del male in ciascuno di noi
chiama in causa l'importanza di assumerci l'ìmpegno
di fare in modo che il male del passato non debba più ripetersi in futuro

Bendana - Villa Vicencio, La riconciliazione difficile, 2002

Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato indugiare in quello scarto ci è parsa l'unica via praticabile.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Noi invece "non ci vergogniamo di tenere fisso lo sguardo sull' inenarrabile." Anche a costo di scoprire che ciò che il male sa di sè, lo troviamo facilmente anche in noi.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Università Primo Levi – Seminario della Scuola di pace di Monte Sole 6 Aprile 2013

Sabato 6 aprile ore 16.00
Università Primo Levi – Sala Conferenze, via Azzo Gardino, 20/C Bologna

“Invece erano fatti della nostra stessa stoffa”
Monte Sole e la normalità del male: margini di resistenza possibile

a cura di Fondazione Scuola di pace di Monte Sole

Primo Levi ha scritto che i guardiani dei lager nazisti non erano “individui distorti, nati male, sadici, affetti da un vizio d’origine” ma “fatti della nostra stessa stoffa, esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi; salvo eccezioni non erano mostri…”.
Per questo il ricordo degli orrori del passato, se si traduce semplicemente in una condanna degli aguzzini, è una semplificazione inutile: l’ansia di disumanizzare il carnefice tradisce soltanto il bisogno consolatorio di allontanare da sé il male. Perché la memoria storica abbia davvero una sua efficacia è necessario che ognuno si cali nella propria “zona grigia”, per far emergere la propria possibilità di violenza.
Verranno illustrate le teorie e le esperienze storico-educative della Scuola di Pace di Monte Sole: una ricerca e una riflessione cominciate più di 15 anni fa da un gruppo di studiosi/e e insegnanti che ha dato poi vita alla Scuola nel 2002.
Ricerca e riflessione sviluppate e portate avanti negli anni dall’attuale gruppo di lavoro storico educativo.

I presenti saranno invitati a partecipare attivamente a questa riflessione sul senso della nostra memoria.

Vi aspettiamo e vi ringraziamo dell’attenzione!

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Carissim* amiche e amici,

nonostante le numerose polemiche e difficoltà, anche quest'anno la Legge di Stabilità offre la possibilità ad ogni contribuente di destinare una quota pari al 5 per mille della propria imposta per finanziare varie iniziative di ricerca, volontariato e attività sociali.

Il vostro sostegno ci ha permesso, negli anni passati, di proseguire nelle nostre attività di educazione alla cittadinanza attiva e consapevole e alla convivenza solidale e accogliente.

Il vostro sostegno ci ha permesso di andare avanti nel lavoro di ricerca sulla memoria degli eccidi di Monte Sole, sulle origini e sulla genealogia di quella atroce violenza e sulle testimonianze dei/lle superstiti e dei/lle familiari delle vittime.

Vi chiediamo di continuare a sostenerci!

La vostra firma, alla voce scelta della destinazione del cinque per mille dell' IRPEF, deve essere apposta nel primo riquadro, corrispondente a sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale

Il codice fiscale da indicare è

91229010375

Vi chiediamo anche di voler inviare questa cominicazione ai vostri contatti per allargare la cerchia dei sostenitori e delle sostenitrici della Scuola di pace di Monte Sole.

E vi chiediamo, infine, di non essere timid*!
Veniteci a trovare, telefonateci e scriveteci innanzitutto per verificare come usiamo i vostri importantissimi contributi, ma soprattutto per arricchire un progetto, quella della Scuola di Pace, che vuole essere di tutt* e che non vuole smettere di crescere!

In attesa di potervi incontrare e ringraziare,
vi mandiamo un caloroso saluto
Elena M., Marzia, Elena B., Mattia, Francesca, Stefano e Vilmer