Se solo fosse così semplice. Se solo vi fossero persone cattive, che insidiosamente commettono azioni cattive e fosse solo necessario separarle dal resto di noi e distruggerle. Ma la linea che divide il bene dal male passa tagliente attraverso il cuore di ogni essere umano. Infondo è solo per il modo in cui sono andate le cose che gli altri sono stati assassini e noi non lo siamo stati.

A. Solzenicyn, Arcipelago Gulag

Riconoscere la possibilità del male in ciascuno di noi
chiama in causa l'importanza di assumerci l'ìmpegno
di fare in modo che il male del passato non debba più ripetersi in futuro

Bendana - Villa Vicencio, La riconciliazione difficile, 2002

Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato indugiare in quello scarto ci è parsa l'unica via praticabile.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Noi invece "non ci vergogniamo di tenere fisso lo sguardo sull' inenarrabile." Anche a costo di scoprire che ciò che il male sa di sè, lo troviamo facilmente anche in noi.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Proposte educative

Le Proposte educative della Scuola di Pace

La proposta della Scuola di Pace di Monte Sole affronta e sviluppa in linea generale quattro macrotematiche che si intrecciano tra loro, continuamente e in maniera naturale, nella nostra pratica educativa: educazione alla/e memoria/e, educazione alla cittadinanza, educazione ai diritti umani, educazione alla trasformazione non violenta dei conflitti.
Il punto di partenza di ogni laboratorio esperienziale sono la storia e la memoria/le memorie degli eccidi di Monte Sole nel 1944. Quella che normalmente viene chiamata visita ai luoghi del Memoriale, per noi è l’inizio del laboratorio stesso. Tutti i nostri percorsi muovono come condizione necessaria dalla memoria e dai suoi luoghi, motori e catalizzatori del processo educativo trattando questa stessa memoria come produttrice di riflessioni che devono interrogare il qui e ora delle persone. Se così non fosse si rischierebbe di confinare le domande che quegli eventi pongono solo al passato col risultato di autoassolverci nel presente.

Alle insegnanti si segnala la necessità di fissare un appuntamento e incontrarsi preventivamente con noi per diverse ragioni:

  • programmare i laboratori e studiare il percorso più adatto alle esigenze della classe, poichè caldeggiamo una collaborazione fattiva e feconda tra la Scuola di Pace di Monte Sole e gli/le insegnanti (a questo proposito ricordiamo che siamo disponibili anche per interventi diretti nelle classi, per approfondimenti o follow up delle attività.);
  • valutare la durata del laboratorio e la sua strutturazione durante la permanenza a Monte Sole;
  • discutere delle indicazioni pratiche e logistiche.

Obiettivi e metodologie dell’educazione alla Scuola di Pace di Monte Sole


Il nucleo del percorso educativo che viene sviluppato alla Scuola di Pace è il lavoro sulla storia e sulla memoria degli eccidi di Monte Sole. La conoscenza storica dei processi, degli eventi e dei protagonisti del 1944 serve come stimolo per una riflessione profonda sui meccanismi che a quegli accadimenti hanno portato. Anche per questa ragione non viene ritenuto prerequisito dei laboratori la conoscenza e lo studio preventivo della storia della seconda guerra mondiale.

Il laboratorio, condotto direttamente anche sui luoghi degli eccidi, attiva, attraverso una metodologia di educazione non formale, processi cognitivi ed emotivi che fanno dell’attività educativa un’esperienza umana a tutto tondo.
Per esempio, il contesto storico della strage viene ricostruito dai ragazzi attraverso la facilitazione dell’educatore: si attinge così a tutte le conoscenze pregresse sull’argomento (anche inconsapevoli: racconti familiari e non, film, documentari, romanzi ecc.) ricomponendole in un quadro condiviso ma non monolitico. Attraverso lo stimolo alla creatività e alla produzione di gruppo si attivano processi cognitivi ed emotivi che facilitano l’apprendimento e il consolidamento di concetti e problematiche complessi.
Allo stesso modo l’ascolto di racconti di alcuni sopravvissuti, oltre a stimolare l’empatia umana nei confronti delle vittime della violenza, scatena attraverso la mediazione dell’educatore il dibattito sul complesso concetto di “carnefice”, “perpetratore” e “spettatore”. Chi ha potuto commettere simili azioni? Erano umani? Come può un essere umano? Si poteva disobbedire? Qual è il confine tra responsabilità personale e influenza del contesto e del gruppo? Vale solo in guerra? Si può solo “stare a guardare”?
L’educatore, attraverso l’interazione con i partecipanti, solleva dubbi e domande sulle dinamiche delle azioni umane, incoraggiando esempi direttamente presi dalla quotidianità degli studenti. Attraverso la metodologia di educazione non formale utilizzata e l’esortazione al dibattito, l’obiettivo principale dei percorsi è quello di sviluppare una capacità di pensiero critico, di avere e mettere a disposizione uno spazio e un tempo per pensare e confrontarsi su tematiche fondanti che interrogano profondamente la propria coscienza.
La finalità non è quella di lasciare Monte Sole con l’idea confortante che la violenza è qualcosa del passato o di un altrove ma è quella di porre domande scomode alla coscienza individuale: che senso ha ricordare le tragedie del passato? I meccanismi di propaganda e costruzione del nemico che hanno portato ai disastri della 2a guerra mondiale sono confinati laggiù? Oppure si ripresentano in altri spazi e in altri tempi? Fino a che punto ci possiamo autoassolvere se ubbidiamo ad un ordine, ci uniformiamo alla volontà del gruppo o “stiamo a guardare”?
Queste sono solo alcune delle domande centrali con le quali vorremmo supportare l’impegno educativo di ciascun insegnante, domande che crediamo nucleo fondante di un lavoro sull’educazione alla cittadinanza: partire dalla consapevolezza di sè come essere umano con luci ed ombre come prerequisito di un autentico rapporto con gli altri e di una convivenza democratica e non violenta.

Quelle fin qui sviluppate sono le linee teoriche che caratterizzano il nostro approccio educativo e i nostri operatori. Va sottolineato, tuttavia, che chi conduce un gruppo a Monte Sole è guida esperta, mediatore, facilitatore ed educatore al tempo stesso: in questo senso, non solo è il gruppo che l’operatore si trova davanti a determinare il concreto svolgersi del laboratorio, ma l’operatore stesso è in grado di declinare il suo lavoro e gli obiettivi suddetti sia alla tipologia di persone che con la loro ricchezza pongono questioni e stimoli sempre diversi, sia al lavoro e agli obiettivi che l’insegnante ha impostato nella sua programmazione formativa.
In particolare, quando il lavoro educativo si rivolge ai più piccoli (5-10 anni), ci si concentra sulle tematiche legate, in lato senso, allo sviluppo del/la bambino/a. I percorsi proposti per questa fascia d’età non prevedono la visita ai luoghi degli eccidi ma convergono sull’educazione alle emozioni, alle regole, alle memorie, alle percezioni sensoriali:

  • imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni come propedeutica alla gestione non violenta dei conflitti;
  • riflettere sul legame tra regola, convivenza e rispetto degli altri non come imposizione ma come opportunità;
  • apprezzare l’importanza dei propri ricordi e dei loro mutamenti come fondamento dello sviluppo della propria personalità e identità, mai rigide ma sempre fluttuanti nello spazio e nel tempo;
  • valorizzare i cinque sensi come apportatori di percezioni differenti rispetto al mondo e agli altri e come componente essenziale della relazione con la propria e altrui fisicità.

In questo senso i percorsi proposti hanno come obiettivo un lavoro complessivo sullo sviluppo del benessere del/la bambino/a come singolo/a e insieme agli altri.
Parallelamente, per quanto riguarda il lavoro sulle fasce di età successive, si tratta di spostare maggiormente il focus di attenzione sulla relazione io-mondo in modo da impostare una riflessione attiva, consapevole e autonoma sul sè e il suo rapporto con l’ambiente circostante. I percorsi quindi tratteranno di emozioni, regole, memorie, stereotipi e pregiudizi, rapporto identità-alterità stimolando nei partecipanti la capacità d’indagine della propria quotidianità e del proprio contesto.

La gamma di temi suscitati dalla visita a Monte Sole è varia e complessa:

  • modalità di costruzione e sviluppo dei meccanismi della violenza e la possibilità di riconoscerli qualora si ripresentino in periodi e contesti diversi;
  • decostruzione dei meccanismi della propaganda e della creazione del “nemico”;
  • costruzione del sè e dell’altro da sè: ruolo di stereotipi e pregiudizi;
  • consapevolezza di essere portatori di una responsabilità personale e di una facoltà di scelta; equilibrio tra scelte individuali e contesti;
  • responsabilità verso il proprio passato e quindi necessità di conoscerlo nelle sue differenti e anche contrapposte rappresentazioni, che rappresentano una ricchezza;
  • dialettica tra memoria individuale e collettiva e loro elaborazioni storiche ed antropologiche;
  • responsabilità collettive: educazione e propaganda;
  • consapevolezza che democrazia e pace sono frutto di pratiche quotidiane e di relazioni tra gli individui, qualcosa quindi che va costruito continuamente attraverso un profondo dialogo tra le persone;
  • democrazia come pratica e scelta quotidiana: cittadinanza attiva;
  • consapevolezza che il conflitto esiste e non va taciuto o nascosto, bensì gestito in maniera non violenta (trasformazione non violenta dei conflitti);
  • contestualizzazione e propedeutica dell’elaborazione dei diritti umani;
  • spirito delle regole, differenze/similitudini tra norme e regole;


Gli obiettivi, le finalità e le tematiche del nostro approccio sono sviluppati attraverso l’impiego di strumenti e tecniche legati all’educazione non formale e al laboratorio esperienziale:

  • dibattiti e brainstorming;
  • giochi di ruolo;
  • drammatizzazione di racconti e fiabe;
  • tecniche teatrali;
  • giochi cooperativi;
  • immagini-stimolo;
  • analisi di immagini e testi;
  • disegni;
  • musica e canzoni;
  • debriefing come sviluppo della consapevolezza sul proprio processo educativo.

Le tecniche non sono svincolate e svincolabili dagli obiettivi, bensì consentono di raggiungerli in maniera più efficace attraverso il coinvolgimento non solo della sfera intellettuale ma anche di quella fisica ed emotiva per uno sviluppo a tutto tondo della persona.

È questo che rende il lavoro a Monte Sole una vera e propria “esperienza umana”.

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Carissim* amiche e amici,

nonostante le numerose polemiche e difficoltà, anche quest'anno la Legge di Stabilità offre la possibilità ad ogni contribuente di destinare una quota pari al 5 per mille della propria imposta per finanziare varie iniziative di ricerca, volontariato e attività sociali.

Il vostro sostegno ci ha permesso, negli anni passati, di proseguire nelle nostre attività di educazione alla cittadinanza attiva e consapevole e alla convivenza solidale e accogliente.

Il vostro sostegno ci ha permesso di andare avanti nel lavoro di ricerca sulla memoria degli eccidi di Monte Sole, sulle origini e sulla genealogia di quella atroce violenza e sulle testimonianze dei/lle superstiti e dei/lle familiari delle vittime.

Vi chiediamo di continuare a sostenerci!

La vostra firma, alla voce scelta della destinazione del cinque per mille dell' IRPEF, deve essere apposta nel primo riquadro, corrispondente a sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale

Il codice fiscale da indicare è

91229010375

Vi chiediamo anche di voler inviare questa cominicazione ai vostri contatti per allargare la cerchia dei sostenitori e delle sostenitrici della Scuola di pace di Monte Sole.

E vi chiediamo, infine, di non essere timid*!
Veniteci a trovare, telefonateci e scriveteci innanzitutto per verificare come usiamo i vostri importantissimi contributi, ma soprattutto per arricchire un progetto, quella della Scuola di Pace, che vuole essere di tutt* e che non vuole smettere di crescere!

In attesa di potervi incontrare e ringraziare,
vi mandiamo un caloroso saluto
Elena M., Marzia, Elena B., Mattia, Francesca, Stefano e Vilmer