Se solo fosse così semplice. Se solo vi fossero persone cattive, che insidiosamente commettono azioni cattive e fosse solo necessario separarle dal resto di noi e distruggerle. Ma la linea che divide il bene dal male passa tagliente attraverso il cuore di ogni essere umano. Infondo è solo per il modo in cui sono andate le cose che gli altri sono stati assassini e noi non lo siamo stati.

A. Solzenicyn, Arcipelago Gulag

Riconoscere la possibilità del male in ciascuno di noi
chiama in causa l'importanza di assumerci l'ìmpegno
di fare in modo che il male del passato non debba più ripetersi in futuro

Bendana - Villa Vicencio, La riconciliazione difficile, 2002

Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato indugiare in quello scarto ci è parsa l'unica via praticabile.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Noi invece "non ci vergogniamo di tenere fisso lo sguardo sull' inenarrabile." Anche a costo di scoprire che ciò che il male sa di sè, lo troviamo facilmente anche in noi.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Progetto

La Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, nata nel 2002, ha sede legale, direzione e struttura operativa nel Parco Storico di Monte Sole, istituito con legge della Regione Emilia Romagna nel 1989, ed ha lo scopo di promuovere iniziative di formazione ed educazione alla pace, alla trasformazione nonviolenta dei conflitti, al rispetto dei diritti umani, per la convivenza pacifica tra popoli e culture diverse, per una società senza xenofobia, razzismo ed ogni altra violenza verso la persona umana ed il suo ambiente.

Il luogo oggi
Monte Sole è un triangolo di colline, circa 20 km a sud di Bologna, tra le valli del torrente Setta e del fiume Reno. Oggi quasi il 60% del territorio è coperto da boschi, mentre la parte rimanente è adibita a prati, pascoli e, in maniera minore, a uso agricolo. Questo aspetto attuale rappresenta soltanto una pallida traccia di quanto era visibile fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando l’assetto insediativo era caratterizzato da un sistema diffuso di case e nuclei sparsi e da villaggi di proporzioni più consistenti.
Il silenzio e la pace di questo luogo apparentemente incontaminato sono però il frutto della più tremenda violenza, alla quale ci riconducono i ruderi che sono rimasti a testimoniare quanto vi accadde nel corso della seconda guerra mondiale.

 

Monte Sole parla al presente

Qual è oggi il ruolo pedagogico di luoghi di memoria come Monte Sole? Come raccontare questi luoghi senza che la narrazione diventi pornografia del dolore nella società dello spettacolo? Come evitare che diventino tappe del turismo di massa della memoria? Come salvare la memoria dal “dovere di memoria”? Alla Scuola di Pace ci interroghiamo sulle ragioni che hanno reso possibile quel sistema del terrore, a Monte Sole e altrove, e che, in modi e forme diverse, ritroviamo in altri luoghi del mondo e in altri momenti della storia. A partire da una riflessione in chiave storiografica intorno a quei fatti e dalla conoscenza dei meccanismi della violenza che li resero possibili, attraverso la memoria dei testimoni e del luogo stesso come muto testimone e custode di quel passato, si sviluppano oggi le attività della Scuola di Pace:

  • Esperienze educative e formative personalizzate rivolte agli/alle studenti e agli/lle insegnanti delle scuole regionali e nazionali. Laboratori interattivi, anche residenziali, di riflessione attorno alla domanda: come può Monte Sole parlare al presente? Passare dallo spesso retorico Mai Più al chiedersi incessantemente Perchè Ancora?; Come è stato ed è possibile? E oggi nella vita di tutti i giorni esistono gli stessi meccanismi? I laboratori che proponiamo non sono pacchetti “chiavi in mano” ma sono focalizzati sulle persone, i loro obiettivi e i loro bisogni.
  • Campi internazionali residenziali (in Italia e all’estero). Esperienze educative per consentire e favorire un confronto e un dialogo tra giovani lontani e diversi, in situazioni di conflitto o postconflitto e/o alle prese con la costruzione del loro futuro spazio di convivenza.
  • Ricerca. La Scuola di Pace è da sempre impegnata in progetti di ricerca di storia orale sull’elaborazione delle memorie (poetiche e politiche del ricordo) come quello che ha portato alla produzione del documentario “Quello che abbiam passato. Memorie di Monte Sole”
  • Ospitalità. Scuola di Pace significa anche gestione di uno spazio democratico di incontro tra enti, associazioni e persone interessate alla promozione della pace: ospitalità anche per più giorni per tutti i gruppi della società civile che vogliono condividere un pezzo della loro strada e delle loro riflessioni con noi.

Se non si vuole che il passato ritorni non basta recitarlo

L’era del testimone trionfa nelle scuole: ai testimoni non viene solamente chiesto di testimoniare ma ad essi è affidato il compito di moralizzare. Il racconto dell’orrore non è sufficiente a vaccinare contro l’orrore. Gli insegnanti non possono delegare ai testimoni il ruolo dello storico o quello dell’educatore. La “mania del giudizio” è il “nemico diabolico” della storia, ma anche quello dell’educazione. L’ansia di disumanizzare il carnefice tradisce il bisogno consolatorio di allontanare da sé il male. Non ha senso fare educazione su un luogo di memoria se non si supera la “mania del giudizio”. Per questo l’educazione non può affidarsi solamente al testimone, occorre un mediatore che sia in grado di calarsi nella “zona grigia”, un educatore che sappia indagare la genealogia della violenza, quella multicausalità di fattori che l’ha resa possibile.

Se non si vuole che il passato ritorni non basta recitarlo. Solamente riportando in noi il carnefice riusciremo a trasformare il dovere di memoria delle commemorazioni, le sue banalizzazioni e sacralizzazioni, in lavoro di memoria che interroga il presente e smaschera quei meccanismi che tracciano il continuum di violenza tra crimini di guerra e crimini di pace, quello stato di eccezione che ancora oggi riduce l’altro a homo sacer, nuda vita sui cui la biopolitica ha il potere di decidere quando cessa di essere degna di essere vissuta e può essere lasciata morire, divenendo ab-bandonabile alla morte “suicida” in cella o alla morte per sete e annegamento nel canale di Sicilia.

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Carissim* amiche e amici,

nonostante le numerose polemiche e difficoltà, anche quest'anno la Legge di Stabilità offre la possibilità ad ogni contribuente di destinare una quota pari al 5 per mille della propria imposta per finanziare varie iniziative di ricerca, volontariato e attività sociali.

Il vostro sostegno ci ha permesso, negli anni passati, di proseguire nelle nostre attività di educazione alla cittadinanza attiva e consapevole e alla convivenza solidale e accogliente.

Il vostro sostegno ci ha permesso di andare avanti nel lavoro di ricerca sulla memoria degli eccidi di Monte Sole, sulle origini e sulla genealogia di quella atroce violenza e sulle testimonianze dei/lle superstiti e dei/lle familiari delle vittime.

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Il codice fiscale da indicare è

91229010375

Vi chiediamo anche di voler inviare questa cominicazione ai vostri contatti per allargare la cerchia dei sostenitori e delle sostenitrici della Scuola di pace di Monte Sole.

E vi chiediamo, infine, di non essere timid*!
Veniteci a trovare, telefonateci e scriveteci innanzitutto per verificare come usiamo i vostri importantissimi contributi, ma soprattutto per arricchire un progetto, quella della Scuola di Pace, che vuole essere di tutt* e che non vuole smettere di crescere!

In attesa di potervi incontrare e ringraziare,
vi mandiamo un caloroso saluto
Elena M., Marzia, Elena B., Mattia, Francesca, Stefano e Vilmer