Se solo fosse così semplice. Se solo vi fossero persone cattive, che insidiosamente commettono azioni cattive e fosse solo necessario separarle dal resto di noi e distruggerle. Ma la linea che divide il bene dal male passa tagliente attraverso il cuore di ogni essere umano. Infondo è solo per il modo in cui sono andate le cose che gli altri sono stati assassini e noi non lo siamo stati.

A. Solzenicyn, Arcipelago Gulag

Riconoscere la possibilità del male in ciascuno di noi
chiama in causa l'importanza di assumerci l'ìmpegno
di fare in modo che il male del passato non debba più ripetersi in futuro

Bendana - Villa Vicencio, La riconciliazione difficile, 2002

Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato indugiare in quello scarto ci è parsa l'unica via praticabile.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Noi invece "non ci vergogniamo di tenere fisso lo sguardo sull' inenarrabile." Anche a costo di scoprire che ciò che il male sa di sè, lo troviamo facilmente anche in noi.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Progetti educativi

Questi sono alcuni esempi dei progetti educativi lunghi implementati dalla Scuola di Pace di Monte Sole in diversi anni di attività.

Liceo scientifico A. Righi (BO) – a.s. 2007-2008

Questo estratto racconta brevemente del nostro laboratorio sui luoghi della memoria di Monte Sole. Per approfondimenti confronta la sezione “Teoria e pratica educativa”.

Guarda il video!

Scuola elementare di Pianoro Vecchio (BO) – aa.ss. 2004/2007

Progetto di educazione alla convivenza e alle memorie

Nell’anno scolastico 2006-2007 si è concluso il progetto triennale di continuità (iniziato nel 2004-2005) svolto con la classe V° elementare di Paola Corazza e Francesca Gironi.

L’esperienza triennale, iniziata quando i bambini erano in 3° elementare, si è conclusa con un progetto teatrale svolto in collaborazione con il Teatro Testoni ragazzi – La Baracca nella persona di Bruno Cappagli.

Attraverso una serie di incontri di laboratorio educativo teatrale, e il lavoro su di una testimonianza di una sopravvissuta di Monte Sole, Cornelia Paselli, si è arrivati alla costruzione di una performance teatrale che i bambini e le bambine hanno messo in scena su uno dei luoghi simbolo della strage di Monte Sole: la chiesa e il cimitero di Casaglia.Tutto questo alla presenza di Cornelia stessa.

Avere lavorato con questi bambini per 3 anni ha consentito un’esperienza intensa e condivisa che ha lasciato una profonda traccia in tutti: insegnanti, educatori/trici, bambini/e. La costruzione negli anni di una conoscenza, un agio, una fiducia, un dialogo, ha consentito di trattare un tema doloroso senza il rischio di traumatizzare i bambini o di far loro affrontare una storia che non sarebbero in grado di gestire.

Guarda il video della performance finale!

Ringraziamo Ethnos film, e in particolare Marco Mensa, di averci regalato queste bellissime immagini della rappresentazione svolta alla Chiesa di Casaglia.

I lupi curiosi del bosco di Monte Sole

Scuola elementare Marconi di Imola (BO) aa.ss 2007-2010, 2011-2015, 2016 – in corso

Progetto di educazione alla trasformazione non violenta del conflitto e allo spirito delle regole

Sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Il progetto è nato nell’inverno/primavera 2007 dalla volontà di alcune insegnanti e alcuni genitori della Scuola elementare Marconi di Imola che avevano deciso di coinvolgere la Scuola di Pace di Monte Sole per lavorare sui temi legati alla trasformazione non violenta dei conflitti e all’educazione alla cittadinanza.
La natura del progetto è stata quella del work in progress, partire cioè dalle esigenze di bambini/e ed insegnanti per disegnare percorsi via via sempre più calati nelle realtà-classe e sempre più efficaci.
Questo è il motivo per cui siamo partiti da vari incontri con le insegnanti della classe, durante i quali ci siamo scambiati punti di vista e progettualità.
Successivamente abbiamo invitato le classi a Monte Sole per un primo percorso laboratoriale di educazione alle emozioni; percorso che ha permesso alle educatrici di cominciare a conoscere i bambini e le bambine e alle insegnanti di entrare praticamente in contatto con il nostro modo di lavorare.
Da questo primo incontro a Monte Sole, svoltosi all’inizio di ottobre 2007, è scaturito il desiderio di continuare a lavorare su questi temi attraverso incontri specifici con i bambini e le bambine in classe a Imola.
L’idea progettuale è stata, ed è tutt’ora, quella di lavorare intensivamente con due classi dall’inizio delle elementari in avanti su educazione alle emozioni e alle regole, attraverso attività esperienziali di educazione non formale.
Il percorso educativo è iniziato nell’anno scolastico 2007/08 ed è continuato fino alla chiusura dell’anno scolastico 2010/2011, strutturandosi come un progetto di continuità, che si è dipanato su diversi anni scolastici sviluppando diversi piani di lavoro e diverse intensità. Tutto ciò per accompagnare i bambini e le bambine fino al termine del ciclo elementare nell’approfondimento della autoconoscenza e conoscenza reciproca, dello spirito delle regole e della gestione del conflitto non visto solo come problema ma soprattutto come risorsa.
La nostra esperienza ci dice infatti che l’educazione alla pace necessita di una continuità nel tempo per dimostrare la sua efficacia. L’esperienza isolata, pur essendo utile, non sviluppa tutte le potenzialità di un percorso che accompagni nel tempo e nella crescita i bambini e le bambine.

Il progetto è ricominciato nell’anno 2011 con una altro ciclo scolastico, che si è appena chiuso.
Ma non ci siamo ancora stancati e le nuove prime classi ci stanno già aspettando!

Un grazie particolare alle insegnanti delle due classi che hanno creduto e credono nella nostra collaborazione e che insieme a noi portano avanti il percorso ogni giorno in classe.

Nel 2005, la Scuola di Pace di Monte Sole e la Scuola dell’infanzia Aldo Moro di Borgo Panigale avviarono un progetto educativo rivolto alle classi dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia.

L’idea della collaborazione era nata a seguito di numerosi incontri con moltissime insegnante che operavano nel quartiere, svolti nel contesto di una convenzione e un protocollo d’intesa stipulata dal quartiere Borgo Panigale con la Scuola di pace di Monte Sole (2005-2011).

Gli incontri tra gli/le esperte della Scuola di pace e le insegnanti della scuola dell’infanzia Aldo Moro, hanno portato alla volontà comune di realizzare insieme un percorso educativo di ampio respiro. Questo percorso aveva obbiettivi di continuità didattica, tra scuola dell’infanzia e scuola elementare.

Peculiarità di questo percorso è il profondo intreccio tra lavoro educativo svolto in classe dall’insegnante e lavoro degli/lle educatori/trici della Scuola di Pace di Monte Sole.

Nel percorso erano previsti due soggiorni a Monte Sole di 2 giorni l’uno uno all’inizio e uno alla fine del percorso (e quindi dell’anno) e alcuni incontri (4-6 da 2 ore) a scuola.

I/le bambine/bambini hanno dormito a Monte Sole tutti insieme con i loro insegnanti e dade. L’esperienza è stata molto intensa.

I temi sono stati quelli della trasformazione non violenta dei conflitti e dell’educazione alla cittadinanza. Le metodologie usate e i contenuti sono cambiati nel corso degli anni ma l’obbiettivo è sempre stato lo stesso: consentire un lavoro di educzione alla cittadinzna anche con bambini/e molto piccoli/e, consentendo loro di vivere un’esperienza forte, intensa ma nello stesso adattata alla loro età.

2005-06 Sentierini verso MSole

Il tema del progetto di questo primo anno è stato la gestione non violenta del conflitto e un lavoro sul ruolo delle emozioni in questa gestione.

Il percorso si è strutturato su 8 incontri in classe e 2 incontri da 1 e 2 giorni a Monte Sole. Gli operatori/trici coinvolti erano 3: due educatori/trici e un burattinaio. La metodologia si era avvalsa delle pratiche del teatro dei burattini attraverso la drammatizzazione di una favola, la sua messa in scena e la costruzione dei personaggi e delle scene.

Per quanto riguarda le teorie e le pratiche del teatro dei burattini, la Scuola di Pace di Monte Sole, si era avvalsa in questo e altri progetti della collaborazione della Fondazione Otello Sarzi di Reggio Emilia e dei suoi burattinai.

2006-07 C’è una bella differenza!

Il percorso è stato principalmente mirato a lavorare sulle differenze tra i bambini/e, sull’inclusione, e sull’accoglienza. L’approccio interculturale da noi applicato non investe direttamente il concetto di cultura o appartenenza nazionale e/o religiosa ma prende spunto dalle differenze esistenti tra tutti i bambini/e (gusti, desideri, emozioni, percezioni, memorie, personalità, corpi) per riconoscerle e valorizzarle nei singoli e all’interno del gruppo. Tutte le attività che proponiamo sono quindi mirate a questa scoperta e valorizzazione. Abbiamo attivato questa propedeutica all’educazione interculturale e alle differenze lavorando sulla consapevolezza dell’agire dei bambini in “spazi chiusi” e spazi aperti”, sulle loro percezioni di “rifugio/nascondiglio”, “barriera/divieto”, “ponte/permesso”.

Gli strumenti usati per lo sviluppo dei temi e il raggiungimento degli obiettivi sono stati principalmente: giochi, icebreaking e cooperativi, attività di gioco con ampio uso di materiali di riciclo, attività teatrali, narrazioni e drammatizzazioni di fiabe.

Il primo incontro è stato collettivo e vide gli/le operatori/trici di Monte Sole incontrare tutti i 31 bambini delle 3 sezioni per attività di conoscenza e cooperative. Successivamente, le attività sono state condotte su 2 gruppi separati di 15 e 16 bambini. Gli interventi sono state di 2 ore: un’ora con un gruppo e un’ora con l’altro.

Le attività hanno avuto un carattere di forte concretezza e interattività, includendo il “movimento”, il “fare”, il “costruire” e il creare.

Gli incontri cominciavano e si concludevano sempre con giochi di icebreaking, teambuilding e valutazione. Il nucleo centrale lavorava, attraverso attività studiate di volta in volta e calibrate sulle dinamiche sviluppate dai bambini, intorno ai concetti di esclusione/inclusione, dentro/fuori, identità/appartenenza e dal terzo incontro attraverso l’utilizzo di una fiaba dal titolo “Qualcos’altro”. La storia si presentava come pretesto per lavorare sulla paura dell’ “altro” e sulla percezione del “mostruoso”, attraverso la drammatizzazione e il teatro. Il progetto si è concluso con una performance  a Monte Sole di fronte ai genitori, che prese spunto dalle riflessioni e creazioni dei bambini durante tutto il percorso.

2008-09 Diritti diritti verso Monte Sole

Il progetto ha interessato i bambini di 5 anni di diverse sezioni della Scuola dell’infanzia Aldo Moro. Si e’ realizzato a cadenza settimanale. Come e’ consuetudine, inizialmente, per creare il senso di appartenenza al gruppo , attraverso un concorso rivolto ai bimbi, si e’ individuato il nome e il logo del progetto : “stegoline” sintesi dell’unione sezione stelle e quella delle goccioline , abbiamo anche lasciato ampio spazio al gioco libero, alle chiaccherate, alla valorizzazione del pensiero divergente dal gruppo (come l’inchiesta ai bambini di come vorrebbero la scuola ideale che e’ stata rappresentata attraverso elaborazioni suggestive). Anche le passeggiate sul lungo fiume che scorre non lontano dalla scuola, hanno permesso alle stegoline di creare legami “mondiali” come quando hanno inviato le barchette cariche di pensieri felici in viaggio per per i paesi desiderati .

Gli incontri con gli/le operatrici/operatori della Scuola di Pace sono stati nove da ottobre a maggio. Sono sempre stati preceduti da un’ intervista mirata a creare sintonizzazione emotiva tra i componenti ognuno informava delle condizioni metereologiche dentro di se’ , ed esplicitava agli altri l’umore e lo stato d’animo momentaneo. Seguivano sempre, con lo stesso obiettivo, giochi di gruppo e qualche volta racconti.

La storia che ha permesso la svolta del progetto è stata quella di un ortaggio, il topinambur, che prepotente, vuole occupare tutta la terra , privando gli altri ortaggi di un loro elementare diritto…

Occorreva un modo per fargli comprendere la sfumatura della mediazione….

Ogni bimbo ha adottato un ortaggio diverso, curandone la crescita nell’orto che si trova all’interno del giardino scolastico.

In questo modo, i bambini hanno avuto la possibilita’ di individuare loro stessi i diritti di cui sono detentori , estendendololi ed aggiustandoli un po’ anche alle piantine.

L’esperienza si e’ conclusa con la tradizionale “due giorni a monte sole” dove i bambini hanno potuto trascorrere con gli amici, gli/le educatori/trici della Scuola di Pace , e le insegnanti un’esperienza unica che ha messo alla prova il grado di autonomia dei bambini e la capacita’ di mediazione di tutti noi.

Il giorno successivo, tra quei luoghi cosi’ carichi di memoria, i/le bimbi/e sono stati raggiunti dai famigliari e dai rappresentanti del Consiglio di Quartiere ed hanno rappresentato “l’orto dei diritti” regalando a tutti noi la certezza che continuare a lavorare su questi temi, realizzarli cosi,’ parlando di cose grandi , lasciandoli bambini , e’ un esigenza non piu’ rimandabile…

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