Se solo fosse così semplice. Se solo vi fossero persone cattive, che insidiosamente commettono azioni cattive e fosse solo necessario separarle dal resto di noi e distruggerle. Ma la linea che divide il bene dal male passa tagliente attraverso il cuore di ogni essere umano. Infondo è solo per il modo in cui sono andate le cose che gli altri sono stati assassini e noi non lo siamo stati.

A. Solzenicyn, Arcipelago Gulag

Riconoscere la possibilità del male in ciascuno di noi
chiama in causa l'importanza di assumerci l'ìmpegno
di fare in modo che il male del passato non debba più ripetersi in futuro

Bendana - Villa Vicencio, La riconciliazione difficile, 2002

Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato indugiare in quello scarto ci è parsa l'unica via praticabile.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Noi invece "non ci vergogniamo di tenere fisso lo sguardo sull' inenarrabile." Anche a costo di scoprire che ciò che il male sa di sè, lo troviamo facilmente anche in noi.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Postfeminism?

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Il femminismo in Italia durante e dopo l’era berlusconiana, fra il mutamento sociale dei rapporti fra i sessi e la riscrittura neoliberale e postfordista della libertà femminile. Occhi internazionali su un case-study sintomatico delle tendenze globali in un convegno multidisciplinare a Bologna.

Ti definiresti femminista? In Full Frontal Feminism (Seal Press, 2007), Jessica Valenti, giovane femminista e blogger italo-americana, risponde alla domanda in modo provocatorio e un po’ sornione: «Il femminismo è qualcosa che definisci per te stessa», infatti «se sei femminista, la tua vita di tutti giorni è migliore. Prendi decisioni migliori. Fai sesso meglio». Un altro saggio del Valenti-pensiero: «C’è qualcosa di sbagliato nell’essere brutte, grasse o pelose? Naturalmente no. Ma siamo oneste: nessuno vuole essere associato con qualcosa che è considerato sfigato o non attraente. Fatto sta che le femministe sono donne davvero in gamba (e attraenti!)».
da Il Manifesto del 6 giugno 2012, grazie a Nicoletta Marini-Maio e ad Ellen Nerenberg

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