Se solo fosse così semplice. Se solo vi fossero persone cattive, che insidiosamente commettono azioni cattive e fosse solo necessario separarle dal resto di noi e distruggerle. Ma la linea che divide il bene dal male passa tagliente attraverso il cuore di ogni essere umano. Infondo è solo per il modo in cui sono andate le cose che gli altri sono stati assassini e noi non lo siamo stati.

A. Solzenicyn, Arcipelago Gulag

Riconoscere la possibilità del male in ciascuno di noi
chiama in causa l'importanza di assumerci l'ìmpegno
di fare in modo che il male del passato non debba più ripetersi in futuro

Bendana - Villa Vicencio, La riconciliazione difficile, 2002

Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato indugiare in quello scarto ci è parsa l'unica via praticabile.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Noi invece "non ci vergogniamo di tenere fisso lo sguardo sull' inenarrabile." Anche a costo di scoprire che ciò che il male sa di sè, lo troviamo facilmente anche in noi.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Possibilità di scelta – Chance to choose / The Washington Post 25 luglio 2014 - July 25th 2014

English version below – versione inglese al fondo

Abbiamo scelto come citazione fondante del nostro lavoro una frase che Solzenicyn scrive in Arcipelago Gulag: “Se solo fosse così semplice. Se solo vi fossero persone cattive, che insidiosamente commettono azioni cattive e fosse solo necessario separarle dal resto di noi e distruggerle. Ma la linea che divide il bene dal male passa tagliente attraverso il cuore di ogni essere umano”.
E’ in base a questa scelta che, in mezzo al fragore delle armi e del dolore, abbiamo deciso di condividere con voi un appello apparso sul Washington Post qualche giorno fa.
Tra i firmatari c’è un ragazzo che nel 2007 e nel 2012 ha partecipato ad uno dei campi che abbiamo organizzato e che hanno visto stare insieme giovani italian*, tedesc*, palestinesi ed israelian*.
Abbiamo deciso di condividerlo perchè alla base di ciò che facciamo alla Scuola di pace non c’è l’adesione ad identità o ideologie fisse, preordinate e immutabili ma c’è la volontà di esercitare le coscienze di ciascun* di noi, in modo che, sia in tempo di guerra che in tempo di pace, sia possibile per ognun* agire con la consapevolezza che si sta facendo una scelta, bilanciando con responsabilità la propria prospettiva individuale e le pressioni che derivano dal contesto in cui ci si trova.

Per leggere la petizione cliccate qui “We are israeli reservists. We refuse to serve”

We selected as fundamental quote to our work what Solzenicyn writes in The Gulag Archipelago: “If only it were that simple. If only there were evil people, somewhere insidiously committing evil deeds and it were necessary only to separate them from the rest of us and destroy them. But the line dividing good and evil cuts through the heart of every human being”.
Starting from this choice, within the clash of the weapons and of the pain, we decided to share with you a petition from The Washington Post.
Among the different signers, there is a participants in two international camps in Monte Sole (2007 and 2012), whose aim was to promote dialogue between young Italians, Germans, Palestinians and Israelis.
We decided to share it because, at the roots of what we do at the Peace School, there is no acceptance for fixed, ready-made and unchanging identities and ideologies. We would like to train our and everybody conscience in order to give us and everybody the possibility to decide if it is the moment to act or not, and if so in which direction, and in order to be aware that this decision is a choice taken balancing the individual point of view and the surrounding and pushing context. Both in war time and in peace time.

To read the petition click here “We are israeli reservists. We refuse to serve”

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Carissim* amiche e amici,

nonostante le numerose polemiche e difficoltà, anche quest'anno la Legge di Stabilità offre la possibilità ad ogni contribuente di destinare una quota pari al 5 per mille della propria imposta per finanziare varie iniziative di ricerca, volontariato e attività sociali.

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Vi chiediamo anche di voler inviare questa cominicazione ai vostri contatti per allargare la cerchia dei sostenitori e delle sostenitrici della Scuola di pace di Monte Sole.

E vi chiediamo, infine, di non essere timid*!
Veniteci a trovare, telefonateci e scriveteci innanzitutto per verificare come usiamo i vostri importantissimi contributi, ma soprattutto per arricchire un progetto, quella della Scuola di Pace, che vuole essere di tutt* e che non vuole smettere di crescere!

In attesa di potervi incontrare e ringraziare,
vi mandiamo un caloroso saluto
Elena M., Marzia, Elena B., Mattia, Francesca, Stefano e Vilmer