Esperienza e memoria sono inseparabili.
Scrivere è sondare o riunire schegge o scintille di esperienza e memoria per costruire un'immagine determinata. Nello stesso modo si può ricamare con pezzettini di filo di differenti colori, combinati con pazienza, sopra una tela bianca.

Juan Josè Saer
Tutta la memoria è costruzione di memoria.
Ciò che si ricorda, ciò che si dimentica e il senso che si attribuisce ai ricordi non è implicito al corso degli eventi: esso obbedisce ad una selezione che ha implicazioni etiche e politiche.

Alejandra Oberti
Quando diciamo che un popolo ricorda diciamo che un passato è stato attivamente trasmesso alle generazioni contemporanee attraverso i canali della memoria e che questo passato trasmesso è stato recepito come dotato di un proprio senso.

Yosef Hayim Yerushalmi
Tutta la memoria è individuale, non riproducibile e muore con la persona che la porta.
Quella che chiamiamo memoria collettiva non è un ricordo, è un'affermazione: l'affermazione che una tal cosa o un'altra sono importanti.

Susan Sontag
È il presente, o meglio sono i pericoli del presente, della nostra società attuale, che convocano la memoria

Walter Benjamin
La memoria è uno strumento meraviglioso però fallace: è uno spazio di battaglie, verità e bugie.

Primo Levi

Contesto storico

Fin dal mese di agosto del 1944, dopo la liberazione di Firenze, l’esercito alleato e l’esercito nazista si fronteggiano sulla linea gotica. L’area di Monte Sole (Bologna), compresa tra le valli del Reno e del Setta (attuali comuni di Marzabotto, Monzuno e Grizzana), costituisce l’immediata retroguardia difensiva dell’esercito nazista. In questa area si è costituita fin dall’ottobre 1943 una brigata partigiana, la “Stella Rossa”, fondata da elementi locali e composta da persone di differente matrici politiche e culturali.

Tra la metà e la fine di settembre 1944, il comando della 16° Divisione Corazzata Granatieri delle SS decide una operazione militare per “l’annientamento dei gruppi partigiani e il rastrellamento del territorio nemico”. Questa operazione, affidata al comando del maggiore Walter Reder, si svolge tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944. Tutta l’area viene circondata da circa 1000 soldati, tra cui elementi italiani appartenenti alla Guardia nazionale repubblicana. Divisi in 4 plotoni rastrellano l’intera zona da sud, da nord, da est, da ovest. Bruciano le case, uccidono gli animali e le persone. Il bilancio dei 7 giorni di eccidio è di 770 vittime di cui 216 bambini, 142 ultrasessantenni, 316 donne. L’eccidio viene compiuto in 115 luoghi: paesini, case sparse, chiese.

L’eccidio di Monte Sole non si configura come una rappresaglia bensì come un rastrellamento finalizzato al massacro. Esso si inserisce in una strategia ben più ampia applicata nel ’44 e nel ’45 dall’esercito nazista in Italia. Questa strategia mira a terrorizzare la popolazione civile, al fine di evitare la formazione di qualsiasi forma di resistenza o di disperdere gruppi di resistenza già formati (“dominazione del terrore”).

Schema dell'operazione di rastrellamento disegnato da Walter Reder al suo processo a Bologna nel 1949

 

Schema dell’operazione di rastrellamento disegnato da Walter Reder al suo processo a Bologna nel 1949

In che circostanze e in quale contesto spaziotemporale è avvenuta la strage?
Quali erano i fini dell’operazione e quali fattori hanno contribuito a renderla così efferata?
Perché le vittime sono state soprattutto donne e bambini?
Chi erano gli uomini che hanno compiuto questo eccidio?
Che tipo di educazione avevano ricevuto?
Che ruolo ha la costruzione del nemico attraverso la propaganda?
Hanno solo obbedito agli ordini ricevuti?
Potevano scegliere di agire diversamente?
Esiste una responsabilità individuale in contesto di guerra?
Cosa vuol dire scegliere?

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