Se solo fosse così semplice. Se solo vi fossero persone cattive, che insidiosamente commettono azioni cattive e fosse solo necessario separarle dal resto di noi e distruggerle. Ma la linea che divide il bene dal male passa tagliente attraverso il cuore di ogni essere umano. Infondo è solo per il modo in cui sono andate le cose che gli altri sono stati assassini e noi non lo siamo stati.

A. Solzenicyn, Arcipelago Gulag

Riconoscere la possibilità del male in ciascuno di noi
chiama in causa l'importanza di assumerci l'ìmpegno
di fare in modo che il male del passato non debba più ripetersi in futuro

Bendana - Villa Vicencio, La riconciliazione difficile, 2002

Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato indugiare in quello scarto ci è parsa l'unica via praticabile.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Noi invece "non ci vergogniamo di tenere fisso lo sguardo sull' inenarrabile." Anche a costo di scoprire che ciò che il male sa di sè, lo troviamo facilmente anche in noi.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

2008 Annual Meeting – International Coalition of Sites of Conscience 2008

La Coalition ha scelto quest’anno Monte Sole come sede per il suo annuale incontro seminariale, che è stata anche l’occasione per conoscere i luoghi della memoria italiani e per aprire una riflessione ed un dibattito, ci auguriamo il più ampio possibile, intorno alle politiche della memoria a livello nazionale ed internazionale.

Ormai da alcuni anni il tema della memoria, delle memorie plurali, talora diverse, divise, in conflitto, è divenuto centrale nella cultura italiana ed europea. Mentre si accende il dibattito intorno alle identità profonde di questa nostra Europa, la memoria del passato diviene una sorta di eredità da lasciare alle giovani generazioni, proprio nel momento in cui sono sempre più disorientate davanti ad una mole di informazioni che va moltiplicandosi attraverso l’uso delle nuove tecnologie ed il presente sembra essere l’unica demensione nella quale condurre la propria esistenza.

È invece obiettivo di tutti i luoghi che fanno parte di questa rete internazionale quello di lavorare per la costruzione di una cultura della responsabilità, per una educazione alla cittadinanza che, a partire dalle radici del passato, sia capace di guardarsi intorno e di accogliere la sfida della costruzione di un futuro nel quale siano garantiti uguali diritti per tutti, uomini e donne nel mondo.

I luoghi rappresentano una grande potenzialità, se non rimangono soltanto monumenti da contemplare, ma diventano occasione per discutere, confrontarsi, fare crescere una coscienza critica.

Dal 14 al 20 giugno 2008 si è svolto il Summit internazionale dei luoghi della memoria che ha visto anche la realizzazione di un momento di apertura dei lavori a Bologna, con la presentazione alla cittadinanza degli ospiti stranieri (Scenari di democrazia: la memoria del passato per la difesa dei diritti umani) per proseguire a Monte Sole con una serie di attività a carattere più seminariale.

La riflessione è andata dal piano nazionale a quello internazionale, da memorie che, per l’Italia, sono soprattutto concentrate al periodo della seconda guerra mondiale e alle scelte democratiche del secondo dopoguerra, a memorie che fanno riferimento a momenti più recenti della storia mondiale, dai desaparecidos argentini, alla fine dell’apartheid in Sudafrica, aprendo un dibattito ad ampio raggio, per mostrare come, anche nel resto del mondo, questi temi siano centrali nel dibattito nazionale e attraverso quali strumenti si operi nelle diverse realtà per prevenire l’insorgere di nuovi pericoli per la democrazia.

 

 

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