Se solo fosse così semplice. Se solo vi fossero persone cattive, che insidiosamente commettono azioni cattive e fosse solo necessario separarle dal resto di noi e distruggerle. Ma la linea che divide il bene dal male passa tagliente attraverso il cuore di ogni essere umano. Infondo è solo per il modo in cui sono andate le cose che gli altri sono stati assassini e noi non lo siamo stati.

A. Solzenicyn, Arcipelago Gulag

Riconoscere la possibilità del male in ciascuno di noi
chiama in causa l'importanza di assumerci l'ìmpegno
di fare in modo che il male del passato non debba più ripetersi in futuro

Bendana - Villa Vicencio, La riconciliazione difficile, 2002

Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato indugiare in quello scarto ci è parsa l'unica via praticabile.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Noi invece "non ci vergogniamo di tenere fisso lo sguardo sull' inenarrabile." Anche a costo di scoprire che ciò che il male sa di sè, lo troviamo facilmente anche in noi.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

“Connect” training per educatori in Russia 13 - 20 febbraio 2016

“Connect” – training in Russia

Fra il 13 ed il 20 febbraio la Scuola di Pace ha preso parte in un training per educatori. L’educatore Stefano Merzi e l’attuale obbiettore Florian Baumgartinger sono partiti per la Russia nella regione di Yaroslavl. La rete internazionale “Connect” ha organizzato un seminario, che aveva come focus il concetto di educazione non – formale. Il training, diretto da 3 “teamers” (incluso Stefano Merzi) si è svolto in una cosiddetta “Dacia” – una abitazione tipica russa. 17 persone provenienti da 8 diverse organizzazioni e 7 diversi paesi hanno lavorato insieme sulla definizione di educazione non formale, su quali siano le metodologie relative, i possibili gruppi target, le cornici, sulla sensibilizzazione alla diversità e sul ruolo degli educatori. Inoltre c’erano anche tante ricche discussioni su stereotipi e diversi modelli di conflitto nei gruppi. L’ultimo giorno il gruppo lo ha trascorso nella città di Yaroslavl, ed ha partecipato a una tavola rotonda con esperti ed organizzazioni locali. In quest’occasione anche il lavoro della Scuola di pace è stato presentato. L’incontro “Connect” in Russia è terminato con una discussione sugli aspetti sociologici degli scambi internazionali giovanili, come la presenza di stereotipi e la diversità culturale dei partecipanti.

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Dacha

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“Connect” – training in Russia

Between the 13th and 20th February the Scuola di Pace took part in a training for facilitators. The educator Stefano Merzi and the current volunteer Florian Baumgartinger travelled to Russia in the region of Yaroslavl. There, the international network “Connect” organized a seminar, about the concept of non – formal education. The training, moderated by 3 teamers (including Stefano Merzi) took place in a Russian country-home named “dacha”. 17 people coming from 8 different international organizations and 7 different countries worked together on the definition of non – formal education (including the methods related to it), target groups, diversity awareness, the frames, the role of trainers etc. Also enriching discussions about stereotypes and different conflict models in groups were activated. The group spent the last day in Yaroslavl city, and it took part on a round table together with local experts and organisations. On this occasion, the peace work of the Scuola di Pace was presented. The “Connect” meeting in Russia ended with an open discussion having the basis on sociological aspects during international youth exchanges such as stereotypes and individuality of participants.

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Dacha

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“Connect” – Training in Russland

Zwischen dem 13. und dem 20. Februar 2016 nahm die Scuola di Pace an einem Training für JugendleiterInnen teil. Dafür reisten der Edukator Stefano Merzi und der aktuelle Gedenkdienstleistende Florian Baumgartinger nach Russland in die Region Yaroslavl. Das internationale Netzwerk „Connect“ organisierte dort ein Seminar, welches den Schwerpunkt auf dem Konzept der „non – formal education“ hatte. Das Training – moderiert von 3 TeamerInnen (darunter auch Stefano Merzi) – fand in einem russischen Landhaus mit dem Namen „Datscha“ statt. Dabei trafen sich insgesamt 17 Personen aus 8 verschiedenen Organisationen und 7 verschiedenen Ländern. Zusammen arbeiteten sie an der Definition von „non – formal education“, der zugehörigen Methodik, den Rahmen dafür, Bewusstsein für Vielfalt, den Zielgruppen und den Rollen der Trainer. Auch Problematiken wie Stereotypen in Gruppen und die unterschiedlichen Konfliktmodelle wurden ausgiebig diskutiert. Den letzten Tag des Trainings verbrachte die Gruppe in der Stadt Yaroslavl und nahm an einem runden Tisch mit lokalen Interessenten teil. Dabei wurde die Friedensarbeit der Scuola di Pace präsentiert. Das „Connect“ – Treffen endete mit einer Diskussion über soziologische Aspekte bei internationalen Jugendaustauschen, wie etwa Stereotypen und Vielfalt innerhalb von Gruppen.
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Dacha

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