Se solo fosse così semplice. Se solo vi fossero persone cattive, che insidiosamente commettono azioni cattive e fosse solo necessario separarle dal resto di noi e distruggerle. Ma la linea che divide il bene dal male passa tagliente attraverso il cuore di ogni essere umano. Infondo è solo per il modo in cui sono andate le cose che gli altri sono stati assassini e noi non lo siamo stati.

A. Solzenicyn, Arcipelago Gulag

Riconoscere la possibilità del male in ciascuno di noi
chiama in causa l'importanza di assumerci l'ìmpegno
di fare in modo che il male del passato non debba più ripetersi in futuro

Bendana - Villa Vicencio, La riconciliazione difficile, 2002

Tra il voler capire troppo e troppo presto di coloro che hanno spiegazioni per tutto e il rifiuto di capire dei sacralizzatori a buon mercato indugiare in quello scarto ci è parsa l'unica via praticabile.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Noi invece "non ci vergogniamo di tenere fisso lo sguardo sull' inenarrabile." Anche a costo di scoprire che ciò che il male sa di sè, lo troviamo facilmente anche in noi.

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, 1998

Campi estivi

Campi estivi

Il progetto educativo su dialogo, cittadinanza e gestione non violenta del conflitto della Scuola di Pace di Monte Sole

I campi di dialogo della Scuola di Pace di Monte Sole, organizzati in collaborazione con i propri partners, sono campi rivolti prevalentemente a giovani tra i 16 e i 25 anni provenienti da differenti realtà e si svolgono o presso la sede della Fondazione o all’estero, in sedi identificate dalle organizzazioni partner. Da qualche anno la Fondazione promuove progetti residenziali anche per adulti/e.

Pace a 4 voci
Questo progetto è nato all’inizio degli anni ’90 e si basava sull’incontro a Monte Sole di 40 ragazzi/e provenienti da Italia, Germania, Israele e Palestina (10 partecipanti per ogni delegazione). Lo spunto principale del campo era ed è quello di far incontrare ragazzi/e provenienti da zone attualmente in conflitto, in cui è quantomeno fortemente limitata la possibilità di contatto tra persone appartenenti alle parti contrapposte (come ad esempio israeliani e palestinesi e serbi e albanesi dal Kosovo); lo scopo era ed è quello di facilitare questo incontro unendolo all’incontro con ragazzi/e, italiani e tedeschi, che non vivono un conflitto nel presente ma i cui paesi hanno vissuto un conflitto nel passato, in modo da mostrare una possibilità di convivenza pacifica. Italia e Germania, infatti, e i loro cittadini, attraverso un lungo percorso di rielaborazione delle proprie memorie e delle proprie storie a livello individuale e collettivo, sono giunti ad un certo livello di riconoscimento reciproco e a delle forme di riconciliazione.
I 40 ragazzi si incontrano a Monte Sole come individui, come esseri umani e non come rappresentanti dei propri paesi di origine: questo è l’elemento caratterizzante del campo. L’incontro a livello personale aiuta a decostruire il piano etnico/nazionale dell’identità  per ricontestualizzarlo in una cornice più ampia e complessa che permetta di conoscersi tutti sullo stesso piano, quello umano, con desideri, aspirazioni, emozioni, differenti e simili allo stesso tempo. Il conflitto viene così affrontato non solo in maniera diretta ma anche in maniera trasversale attraverso le esperienze quotidiane dei singoli, le loro memorie, i loro punti di vista. Sempre a livello personale.
Le attività che vengono svolte sono di tipo rigorosamente laboratoriale; attraverso il lavoro in piccoli gruppi di massimo 4-5 persone si consente la partecipazione attiva di tutti/e alle discussioni e alla produzione creativa di pensiero. Lo sforzo della cooperazione creativa è strumento indispensabile per un reale confronto e una mediazione concreta tra le differenti opinioni e punti di vista all’interno del gruppo di lavoro. La richiesta di produrre qualcosa di pratico e creativo (una performance, una canzone, un cartellone ecc…) porta inevitabilmente ad uno sforzo cooperativo che deve sfociare in una creazione: le difficoltà incontrate in questo sforzo si rivelano profondamente educative per la comprensione concreta delle difficoltà ma anche del fascino di lavorare insieme.
Un altro cardine dell’idea progettuale alla base dei campi è quella delle memorie e della loro rielaborazione. Ecco perché la giornata dedicata alla conoscenza della memoria di Monte Sole e al contesto storico in cui quella memoria è inserita, è centrale in ogni campo. Essa permette di avviare una riflessione sulle memorie individuali, sulla responsabilità personale, sui meccanismi della violenza, sulla necessità della memoria o dell’oblio. Attraverso riflessioni di tipo laboratoriale, la discussione sulla memoria di Monte Sole diventa lo spunto per parlare dei conflitti nel presente, soprattutto a partire da memorie personali dolorose che possono essere condivise all’interno del gruppo ma anche parlando diffusamente della situazione nei paesi di provenienza.

Campo 4 voci 2002 (ragazzi italiani, tedeschi, israeliani e palestinesi)

Campo 4 voci 2004 (ragazzi italiani, tedeschi, serbi e albanesi del Kosovo)

 

Nella rivista “The Public Historian” (University of California Press) è stato pubblicato nel 2008 un articolo sul progetto “Pace a 4 voci”. 



 

 

 

L’esperienza dei campi, nata con il progetto “Pace a 4 voci”, si è poi ampliata notevolmente negli ultimi 5 anni, sviluppandosi anche lungo le direttrici del lavoro sulla cittadinanza europea e si è aperta a partecipanti da molti paesi dell’Unione Europea e a paesi dell’area balcanica.

European Youth Weeks
Questo campo si svolge ad Heppenheim, nella regione tedesca dell’Assia, con la partecipazione di ragazzi e ragazze provenienti da diversi paesi dell’Unione Europea e da paesi confinanti per discutere di diritti umani e di politiche europee.

Questo progetto vede la partecipazione della Scuola di Pace dal 2002, resa possibile e fruttuosa dal concreto sostegno del governo assiano.

CreARTing Common Europe

La memoria e la storia sono il punto di partenza per la riflessione sui meccanismi della violenza e della guerra e sulla responsabilità individuale; tale riflessione risulta necessaria per la costruzione di una cultura di pace e di convivenza civile e solidale, nella quale ciascuno si senta chiamato a svolgere un ruolo attivo. I campi con partner europei partono dalla visita ai luoghi dell’eccidio di Monte Sole e da un laboratorio di approfondimento suitemi di cui sopra, per poi proseguire sull’analisi dell’esperienze postbelliche nazionali di elaborazione democratica. Attraverso l’analisi del contesto storico e del dibattito che ha portato alla progettazione e alla produzione delle costituzioni democratiche nazionali e attraverso l’analisi dei principi fondamentali dei trattati costituzionali, l’obiettivo è quello di creare uno spazio di riflessione critica sulla concreta realizzazione e attualizzazione di quei principi, sui limiti e sulle risorse del nostro vivere comune. Le diverse esperienze si illuminano l’una con l’altra e attraverso il confronto con la quotidianità mostrano le incongruenze e le possibilità di cambiamento su cui impegnarsi. Si può quindi concludere che il campo è un laboratorio creativo che richiede ai/lle partecipanti uno sforzo di elaborazione intellettuale e immaginazione nel pensare e “progettare” il “qui e ora” che vorrebbero. La metodologia del campo prevede attività laboratoriali svolte a piccoli gruppi misti con riflessioni finali e congiunte in plenaria. Parte integrante del progetto educativo consiste nell’agevolare e facilitare la convivenza e la creazione di una piccola comunità.

Guarda alcuni video!

Campo binational 2006 (ragazz* italian* e tedesch*)

Campo CreArting Europe 2009 (ragazz* italian*, serb*, sloven*, macedon*)

MemoriaEducazioneTeatroAzione  - stagione 2011

Cosa c’entrano veramente queste parole l’una con l’altra?!

Cosa c’entrano con la pace?!

Cosa c’entrano con la violenza crescente nella quotidianità?

Cosa c’entra il teatro con i luoghi di memoria?

Quale azione, individuale o collettiva, è ancora possibile?

Queste le domande chiave alla base della nostra proposta formativa: un laboratorio teatrale residenziale dedicato alla riflessione sulla pace e sulla cittadinanza che si svolge presso la Scuola di Pace di Monte Sole.

M.E.T.A. è il titolo di quest’esperienza pensata per coinvolgere persone che hanno in comune il desiderio di mettersi in gioco e di agire. Il laboratorio, che è coordinato dalla Scuola di pace di Monte Sole e dall’associazione culturale Archivio Zeta, si è rivolto a 20 persone dai 18 anni in avanti. I/Le partecipanti hanno vissuto a Monte Sole per tutto il periodo, immersi nella natura di un meraviglioso parco naturale (Parco Storico di Monte Sole), per l’intera durata dell’esperienza, insieme ai/lle formatori/trici, condividendo una sistemazione semplice ma accogliente presso i locali della Scuola di Pace.

Le giornate sono state scandite dalle attività che si dispiegavano dalla mattina alla sera, e che prevedevano i momenti liberi come parte integrante dell’esperienza di condivisione. Si sono alternati momenti di riflessione collettiva, di studio, di conoscenza dei luoghi, di esercizi di lettura ad alta voce, momenti informali di conoscenza, momenti ludici. Il programma era composto da:

- attività di conoscenza attraverso giochi e condivisione delle aspettative;

- laboratorio sulle storie e le memorie del massacro di Monte Sole svolto sui luoghi degli eccidi;

- laboratorio sulla genealogia delle violenza nazista e meccanismi di violenza oggi;

- laboratorio sul rapporto tra arte e memoria: usi e abusi delle memorie tragiche;

- ricognizione di alcuni luoghi dimenticati degli eccidi e laboratorio teatrale in loco a partire da una selezione di testi scelti.

Il programma è stato svolto attraverso metodi non formali: mai lezioni frontali né seminari teorici. Tutte le attività sono state svolte in modo laboratoriale e interattivo attraverso la messa in gioco individuale di tutt* i/le partecipanti con le proprie idee, opinioni, istanze critiche e problematiche. Molte attività sono state svolte all’aria aperta.

Un programma che ha favorito il coinvolgimento emotivo, fisico ed intellettuale dei/dellepartecipanti e il loro contatto profondo e autentico con i luoghi di Monte Sole, portatori di una memoria densa e tragica. Un’esperienza umana a tutto tondo. Una riflessione plurale sulla molteplicità dei punti di vista, sui meccanismi che si mettono in atto quando si agisce nel mondo.

 

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Carissim* amiche e amici,

nonostante le numerose polemiche e difficoltà, anche quest'anno la Legge di Stabilità offre la possibilità ad ogni contribuente di destinare una quota pari al 5 per mille della propria imposta per finanziare varie iniziative di ricerca, volontariato e attività sociali.

Il vostro sostegno ci ha permesso, negli anni passati, di proseguire nelle nostre attività di educazione alla cittadinanza attiva e consapevole e alla convivenza solidale e accogliente.

Il vostro sostegno ci ha permesso di andare avanti nel lavoro di ricerca sulla memoria degli eccidi di Monte Sole, sulle origini e sulla genealogia di quella atroce violenza e sulle testimonianze dei/lle superstiti e dei/lle familiari delle vittime.

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Vi chiediamo anche di voler inviare questa cominicazione ai vostri contatti per allargare la cerchia dei sostenitori e delle sostenitrici della Scuola di pace di Monte Sole.

E vi chiediamo, infine, di non essere timid*!
Veniteci a trovare, telefonateci e scriveteci innanzitutto per verificare come usiamo i vostri importantissimi contributi, ma soprattutto per arricchire un progetto, quella della Scuola di Pace, che vuole essere di tutt* e che non vuole smettere di crescere!

In attesa di potervi incontrare e ringraziare,
vi mandiamo un caloroso saluto
Elena M., Marzia, Elena B., Mattia, Francesca, Stefano e Vilmer